«E ora porto tutto al procuratore»

Il patron della Fermet scatenato: pretendo giustizia sulla bonifica

    di David Chiappuella  CARRARA. Lo stop dei lavori nella zona di Casellotto a Massa sarebbe da attribuire a cause indipendenti dalla volontà della ditta Fermet e legate ai costi della bonifica dell'area, levitati fino a 5 volte di più di quanto previsto inizialmente da Comune di Massa e Ferrovie dello Stato.  Questa la versione dei fatti sostenuta da Alberto Ricciardi, patron della Fermet, sponsor (e futuro socio?) della Carrarese, nel corso di "Star Treck", condotto da Simone Caffaz su Ttn, cui hanno partecipato anche il tecnico della ditta Tommaso Rossi ed il direttore di "32" Marcello Palagi. Nel corso della trasmissione, dal significativo titolo "La verità di Ricciardi", il titolare di Fermet ha dichiarato di essere pronto a presentare un esposto al procuratore capo Aldo Giubilaro se entro lunedì prossimo non arriveranno risposte precise alle sue richieste di chiarezza da parte di Rfi, società controllata dalle Ferrovie dello Stato. «Non accetto che qualcuno possa insinuare che il fermo dei lavori sia da imputare a me e alla mia azienda - ha puntualizzato - Noi abbiamo sempre rispettato le scadenze, perché siamo una ditta seria. La situazione attuale penalizza anche me, poiché, non potendo disporre di un sito idoneo, sono costretto a svolgere solo il 20% dell'attività e pagare ugualmente lo stipendio ad un'ottantina di dipendenti».  I lavori di trasferimento della Fermet per consentire la costruzione del nuovo sottopasso ferroviario al Casellotto, oggi bloccati, sarebbero dovuti terminare lo scorso aprile. Interrogato da Palagi riguardo le cause di questo ritardo, Ricciardi ha fornito una sua versione dei fatti. L'imprenditore ha infatti raccontato nei dettagli una vera e propria odissea. Dai campionamenti effettuati con un escavatore alla presenza del dottor Gino Camici, consulente di Rfi ed ex direttore dell'Arpat apuano, emerse una contaminazione ridotta e concentrata esclusivamente in un punto, denominato Spz5; per il disinquinamento fu stabilita una bonifica che l'amministrazione massese e quella delle Ferrovie dello Stato affidarono a una ditta. «I lavori di disinquinamento, secondo quanto mi era stato garantito, sarebbero costati 100mila euro. Le amministrazioni competenti avrebbero dovuto detrarre questi denari dai 500mila euro che mi spettavano per l'esproprio dell'area». «Secondo gli accordi poi - ha aggiunto Rossi - la Fermet avrebbe dovuto farsi carico esclusivamente del ripristino ambientale della zona e non di tutta la bonifica». Queste disposizioni, stando alle parole di Ricciardi e del suo tecnico, sarebbero state confermate da un accordo verbale raggiunto dalla Fermet con gli esponenti del Comune di Massa e delle Fs alla presenza di altre 10 persone, tra cui Camici, pronto a testimoniare a favore di Ricciardi. «Trattandosi di esponenti della pubblica amministrazione - ha spiegato il patron della Fermet - non ho pensato a farmi rilasciare niente di scritto, perché mi fidavo. Alla luce di quanto avvenuto in seguito, però, me ne sono pentito amaramente».  Morale: i costi del disinquinamento sarebbero saliti a 500mila euro, portando all'esaurimento di tutti i soldi necessari per i lavori al Casellotto. «Stando così le cose - ha spiegato Ricciardi - mi sarei aspettato più comprensione e collaborazione dal sindaco di Massa Roberto Pucci».  L'imprenditore ha poi parlato anche dell'attuale crisi, che non ha comunque impedito a Fermet l'acquisto di un nuovo stabilimento a Torino, confermandosi tra le prime 5 ditte italiane del ferro grazie al milione di tonnellate di materiale demolito all'anno e di spostare la sua sede in via Frassina a Nazzano, presso l'ex Italcementi. «Pur dovendo fronteggiare anche qui problemi di bonifica legati alla presenza del Sin e dell'amianto, abbiamo già ristrutturato gli uffici e costruito una piattaforma. Per iniziare a lavorare abbiamo però bisogno di un'autorizzazione dalla Provincia, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. L'intesa raggiunta con il sindaco Angelo Zubbani è molto buona». Il titolare della Fermet ha poi confermato le ottime notizie sulla Carrarese, che seguiterà a sponsorizzare, legate all'entrata di una cordata di nuovi importanti nomi dell'imprenditoria locale. «Oltre ad un 70% garantito dagli imprenditori - ha rivelato - la società sportiva potrà contare anche su un azionariato popolare, grazie ad un 30% appartenente ai tifosi».
    13 novembre 2011

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