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Muore il sindaco Albino Fontana

Primo cittadino a Licciana, avvocato di fama, era stato senatore della Dc

 LICCIANA NARDI. È morto il sindaco Albino Fontana.  Aveva 73 anni ed era gravemente ammalato da alcuni mesi. Il decesso è avvenuto nella serata di ieri all'ospedale San Raffaele di Milano dove Fontana era ricoverato da alcune settimane.  Da tempo lottava contro un male inesorabile, ma, pur consapevole di ciò a cui andava incontro, aveva mantenuto il suo posto fino a quando il fisico glielo aveva consentito. Lascia la moglie, Daniela Monali e due figli.  Albino Fontana era stato eletto sindaco nel giugno del 2009, subentrando così a Enzo Manenti. Era sostenuto da una lista di centrosinistra.  Avvocato di successo, specializzato nel diritto commerciale e nella consulenza aziendale, aveva il suo studio alla Spezia. Ha prestato a lungo le sue competenze per importanti aziende di rilevanza nazionale. Come l'Oto Melara della Spezia, industria leader nel campo degli armamenti, o della Termomeccanica, di cui è stato anche componente del Consiglio di amministrazione. E a lungo è stato consulente legale per i Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara.  Aveva perso da piccolo i genitori ed era cresciuto con gli zii che lo fecero studiare. Approdato alla politica diventò segretario provinciale della Dc, e poi senatore dello stesso partito dal 1992 al 1994. Era stato amico di Mino Martinazzoli, tra i padri della sinistra Dc, a cui era molto legato politicamente ma anche personalmente.  Dopo una lunga militanza politica, a fine anni Novanta si dedicò interamente alla sua professione. Poi, invitato a gran voce, nel 2009 decise di tornare in sella, di fatto partecipando alle elezioni amministrative, poi vinte largamente.  Diventato sindaco, subito si immerse nella realtà del piccolo Comune della valle del Taverone, cercando di risolverne i tanti problemi che attanagliano simili Enti, non ultimo la scarsità di risorse economiche.  Lavorò alacremente assieme alla sua giunta «tutta o quasi al femminile» amava dire, riferendosi alle tante donne che la componevano, come la vice sindaco, Alessandra Ricci e gli assessori Barbara Maffei e Sabina Pietrini. Poi, a inizio estate, il male si presentò con tutta la sua forza. Albino Fontana iniziò quindi i suoi viaggi tra la casa al Masero di Terrarossa, dove abitava e Milano, con mèta l'ospedale San Raffaele.  A inizio autunno il peggioramento: Fontana
sapeva di essere ormai segnato dalla sorte, ma chi gli telefonava, sia per avere sue notizie oppure per questioni del Comune, trovava sempre una persona pronta a rispondere. «Parlo volentieri, dato che non ho altro da fare» soleva ripetere.  Ancora non definiti la data e il luogo delle esequie.

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