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Tilde Corsi trionfa ai David di Donatello

La produttrice carrarese rivela: farò un film alle cave con mio figlio Andrea come regista

 CARRARA. Ha fatto incetta di David di Donatello. Uno lo ha vinto anche come migliore produttrice. Non gli era riuscito nemmeno con «La finestra di fronte» di Ozpetek, uno dei suoi più grandi successi. Tilde Corsi si gode il trionfo e sogna un film «di famiglia» sulle cave di marmo, con il figlio Andrea come regista. E intanto annuncia che porterà a Con-vivere Mario Martone.  Trionfo carrarese ai David di Donatello. Il film «Venti sigarette», che la carrarese Tilde Corsi, figlia di una delle più note famiglie di industriali del marmo della città, ha prodotto insieme a Gianni Romoli e Claudio Bonivento, si è aggiudicato quattro Oscar del cinema italiano.  Il David giovani è andato al regista, Aureliano Amadei; un premio al montaggio, e uno agli effetti speciali per quella esplosione, del 12 novembre 2003, a Nassirya, riprodotta sul grande schermo. Con la stessa forza e la stessa intensità.  Infine un David è andato ai produttori.  Un autentico trionfo per un'opera prima che, rispetto ai colossi della commedia italiana, è costata "solo" due milioni e mezzo di euro. Per la tenace Tilde una grande scommessa vinta.   «Un film difficile, premiato per il coraggio». «È un film molto difficile e particolare rispetto ai generi più frequentati in Italia - spiega la Corsi - Credo che il premio ai produttori sia il riconoscimento proprio al coraggio. Abbiamo letto il libro di Aureliano Amadei, «Venti sigarette a Nassyria» e ce ne siamo innamorati: è una storia vera, dello scrittore- regista coinvolto nell'attentato del 2003 contro la base militare italiana. Ci abbiamo subito creduto, e abbiamo voluto che il regista del nostro film fosse lo stesso scrittore: tanti giovani anche nella troupe e come protagonisti, per questo i premi acquistano un valore ancora più importante».   «Dedico il premio a me stessa: credo di essermelo meritato». Un premio importante, che scrive il suo nome nell'olimpo dei migliori produttri dell'anno.  «Con "La finestra di fronte" (il film di Ferzen Ozpetek con Roul Bova come protagonista ndc) avevamo ricevuto il David come miglior film, e in quel caso il premio va al produttore - spiega la Corsi - Ma questa volta ci è stato assegnato un David direttamente a noi, è una grande soddisfazione».  «È un riconoscimento che dedico a me stessa, credo di essermelo meritato - continua - e spero sia di buon auspicio per mio figlio Andrea che ha appena cominciato la sua carriera di regista».   Il progetto: una storia familiare girata alle cave. È una produttrice di fama internazionale, ma porta la sua città, Carrara, nel cuore. «Mi sto già impegnando per il prossimo festival Con-vivere - dice la Corsi, che fa parte del cda della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara - Porterò il film di Mario Martone sul Risorgimento, "Noi credevamo" e ci sarà anche lui, il grande regista».  E per Carrara Tilde Corsi ha in serbo anche un grande progetto, legato a doppio filo con
il marmo, il settore in cui ha sempre operato la sua famiglia.  «Da tempo accarezzo l'idea di un film familiare sulle cave - spiega la Corsi - Mi piacerebbe pensare a un vero e proprio viaggio sulle Apuane, alla ricerca delle radici. Da compiere insieme a mio figlio, e alla sua macchina da presa».

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