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Pescare in mare? Serve il permesso

Per il censimento migliaia di sportivi rischiano multe fino a 2000 euro

 MASSA. Portare un figlio a pescare al mare? Potrebbe costare caro ai papà più sbadati. Con il nuovo censimento dei pescatori il rischio è quello di vedersi infliggere una bella multa fino a 2000 euro. La novità riguarda tutti coloro che pescano in mare in maniera non professionale: quindi migliaia di persone in tutta la provincia di Massa-Carrara.  La novità che sta creando polemiche in tutta Italia (visto che secondo le stime del ministero riguarderà almeno un milione di persone) arriva con un decreto ministeriale del dicembre 2010 in cui il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha promosso un censimento di chi pratica la pesca sportiva e ricreativa in mare.  Ufficialmente il ministero ha iniziato questo conteggio per finalità conoscitive e statistiche, anche in considerazione degli adempimenti richiesti dalla Ue (per valutare l'impatto generale della pesca sul sistema ecologico del mare).  Ma secondo molte associazioni di pesca sportiva il censimento potrebbe anche essere un preludio all'introduzione di licenze obbligatorie per la pesca in mare (adesso è obbligatorio chiederne una solo per pescare nelle acque interne): per ora il censimento non prevede tasse o balzelli, ma in caso di introduzione di licenza potrebbero apparirne.  Il decreto riguarda un numero difficilmente quantificabile di persone (ma sicuramente enorme) perché richiede di fornire i propri dati a chiunque - senza distinzione d'età, quindi bambini e nonni compresi - anche saltuariamente si "armi" di canna da pesca o comunque pratichi la pesca a scopo sportivo o ricreativo in mare.  Come spiegano dalla Capitaneria di porto di Marina di Carrara tutte queste persone - nell'elenco figurano anche i sub - devono fornire alcuni semplici dati al Ministero: generalità, il tipo di pesca praticato, le regioni in cui si pratica questa attività.  Il pescatore dovrà poi conservare l'attestazione dell'invio della comunicazione per mostrarla durante eventuali controlli. Chi verrà "pescato" senza la ricevuta dell'avvenuta comunicazione dei dati non si vedrà immediatamente rifilare un verbale.  Il decreto concede infatti altri dieci giorni di tempo per mettersi in regola. Se il pescatore non avrà sistemato le cose entro quel bonus di giorni, allora sarà multato.  La comunicazione, che ha validità triennale, può essere effettuata dall'interessato, anche per il tramite delle associazioni di settore, on-line attraverso il sito internet www.politicheagricole.gov.it, oppure presso l'autorità marittima (le Capitanerie di porto).  Per quanto concerne l'iscrizione direttamente on-line il link da seguire è: http://pescasportiva.politicheagricole.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1119. In caso di problemi l'indirizzo mail cui chiedere informazioni
è censimentopescasportiva@politicheagricole.gov.it.  Sullo stesso sito web è dettagliatamente indicata la procedura da seguire. L'attestato di pagamento viene rilasciato immediatamente e può essere stampato anche da casa. Il permesso, come specificato dal ministero, è completamente gratuito.

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