Sala parto senza infermieri

La Uil: all'Opa niente più turno di notte per gli Oss

    di Alessandra Vivoli MASSA. Sala parto senza infermieri durante la notte: una disposizione dell'Asl, che sarebbe avvenuta tramite comunicazione telefonica con il reparto in cui vengono effettuati i parti sia di Massa che di Carrara. Scatta l'allarme del sindacato. A segnalare l'emergenza è il segretario della Uil Sanità, Claudio Salvadori.

    Punti nascita nella bufera. Una situazione, quella dell'Opa, che viene segnalata proprio in un momento difficile per la sanità apuana. Alla vigilia di quella conferenza di sindaci, in programma per domani, che dovrebbe servire a porre almeno un punto fermo - la nomina ufficiale del nuove direttore generale individuato nella commissaria Maria Teresa De Lauretis - nella crisi dell'Asl.
    Tradotto in cifre si tratta di un buco da 260 milioni a cui, sempre nel conclave dei sindaci, si dovrà dare risposte: anche attraverso la designazione del futuro, sempre più incerto, del punto nascita di Pontremoli.

    E proprio mentre un punto nascita rischia di scomparire (questo è il timore avanzato a più riprese da tutto il sindacato e per cui è già in atto da mesi una mobilitazione), ce n'è un altro, quello di Montepepe a cui si rivolgono tutte le future mamme dell'area di costa, che - stando a quanto emerso dall'analisi della Uil e dalle segnalazioni degli utenti stessi - starebbe già sperimentando il giro di vite dei tagli.

    «Sala parto senza senza Oss durante la notte». Una disposizione (avvenuta telefonicamente) dell'azienda di cui è venuto a conoscenza il sindacato. E che è immediatamente finita al centro delle polemiche. In sostanza si tratterebbe di togliere la presenza notturna dell'Oss (operatore socio sanitario) in sala parto. E di lasciare quindi a disposizione durante la notte - come spiega il segretario della Uil Sanità Salvadori, a cui è stata segnalata la situazione - l'operatore di reparto (unico) per la pulizia della sala parto e della sala operatoria in caso di intervento e per l'assistenza in ginecologia. In sostanza quello che secondo la Uil si profilerebbe è un utilizzo di personale in mansioni non inerenti al proprio ruolo: questo il disagio che è stato segnalato e che metterebbe a rischio il servizio stesso. «Non si possono far saltare operatori da una mansione all'altra - spiega Salvadori della Uil- Questa non è razionalizzazione ma distruzione».

    «All'Opa non funziona neppure il bar». I problemi, quelli veri, riguardano la carenaza di personale. E a segnalarlo, sono anche neo mamme che, subito dopo il parto hanno lamentato di non aver mai avuto neppure il cmabio delle lenzuola.
    Ma all'Opa finisce al centro delle polemiche anche la gestione dle bar interno all'ospedale: orari di apertura ridotti e chiusura nel week end e nei giorni festivi. Quanto basta per sollevare le proteste dei degenti, dei familiari di chi è ricoverato ma anche del personale ospedaliero stesso. Insomma anche prendere un caffè, nell'ospedale pediatrico apuano, è diventato un problema.
    09 gennaio 2011

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