Quotidiani locali

Mostra di madonnine, città divisa

«Con le figure sacre non si scherza», «Secondo me Maria non si è offesa»

CARRARA. Piaccia o non piaccia, "Pimp my Mary" è una mostra - in Accademia di belle arti - destinata a far parlare di sé. Il tema della fede, è affrontato con un forte spirito di rottura nei confronti della tradizione, ha fatto approdare le madonnine in gesso anche sulle pagine dei principali quotidiani nazionali, primi fra tutti il Corriere della Sera e La Repubblica. La città è divisa. E, mentre infiamma la polemica del presidente della circoscrizione Centro, Gianpaolo Pezzica e della Diocesi, i commenti dei cittadini che l'hanno visitata - circa il 50% degli intervistati - sono principalmente positivi. «Secondo me - commenta Daniele Maffione - la mostra è "ganzissima". Dissacrante, sì, ma il tema della commercializzazione della figura di Maria è stato pienamente centrato. Non credo che gli organizzatori volessero offendere il sentimento religioso, ma, più che altro, mettere in risalto certi problemi. Proprio per questo trovo spropositate le reazioni che ci sono state. Le madonnine che mi sono piaciute di più sono quelle che facevano satira su certe problematiche. Del resto, se non siamo più capaci di ridere e ironizzare su noi stessi rischiamo di diventare un popolo incivile». Anche Marco Carignani ha apprezzato "Pimp my Mary" e, insieme ai complimenti, espone la propria posizione: «Quello che hanno organizzato questi ragazzi è un evento splendido, fuori da tutti gli schemi. Sono felice di avere visto questa mostra».  Jacopo Simi fa anche un paragone con la Biennale: «A mio avviso c'era molta più creatività in quella singola mostra che in tutta la Biennale. Inoltre coloro che hanno fatto critiche forse non hanno pienamente afferrato il senso dell'esposizione e, fra l'altro arrivano pure in ritardo, visto che l'inaugurazione c'è stata il mese scorso. Probabilmente - aggiunge, indicando l'enorme croce nera che campeggia su piazza Gramsci - si preferiscono cose del genere».  Ma c'è anche chi non è d'accordo. Mauro Ambrosini ha visto ieri mattina un servizio su una tv locale e ha avuto così modo di osservare buona parte delle madonnine esposte. Il suo giudizio, però, è tutt'altro che positivo: «Secondo me ha ragione la Diocesi e ha fatto bene ad intervenire. Con le figure sacre non si scherza. Non sono un uomo di chiesa, ma mi dispiace comunque che la Madonna sia stata trattata in questo modo»,  Vittorio Aprili pensa che vi siano «violazioni del buongusto ogni dove», fino a «coinvolgere perfino il luogo più degno di rispetto, il cimitero monumentale di Marcognano». Cita inoltre la "ruota di gomma", davanti all'Accademia, la "grande cacca" che è una delle opere della Biennale.  Lea Geloni, invece, è cristiana, ma la mostra le è piaciuta moltissimo: «Maria, per quel che mi riguarda, è la madre spirituale di tutti gli uomini e, per me, è sempre stata una figura di riferimento. Quindi è molto bello vederla calata in tutte quelle situazioni, anche quelle più estreme, vederla accanto a così tanti tipi diversi di umanità. Ci vedo molta spiritualità - progecue la donna - in questa mostra, e alcuna scissione fra la fede e le opere che vi sono esposte. Anzi, per alcuni versi potrebbe anche essere considerato un modo diverso di
pregare: questi ragazzi si sono seduti lì e hanno lavorato per ore sul loro gessetto, dando la loro personale visione della Madonna. Secondo me Maria non si è offesa per questa mostra: lei non giudica. Lei ama».

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