Ancora polemiche sullopsucolo promozionale dellApt. E sul web impazza una versione taroccata della copertina
Lara Venè: «Una scelta becera»; caccia alla proprietaria del sedere, dubbi sulla spiaggia
di Claudio Figaia
MASSA. Effetto fondoschiena. Le polemiche suscitate dalla brochure dell'Apt che immortala il sedere di una ragazza che passeggia sulla spiaggia, stanno generando effetti di vario genere. Uno: in città si è scatenata una specie di caccia alla proprietaria del fondoschiena. Si era, infatti, diffusa la voce secondo cui la ragazza dimezzata in foto era (o era stata) una lavoratrice "a tempo" della stessa Apt. Voce rivelatasi infondata. Andrea Biagi il grafico che ha curato la composizione del depliant è abbottonatissimo: «Non possiamo certo dare informazioni sull'identità delle modelle che posano per noi». Lascia capire, però, che la ragazza in questione è, appunto, una modella di un circuito nazionale e non una dipendente Apt e neanche una giovane del luogo. Altro effetto fondoschiena è la diffusione sul web di una "contro-brochure". In rete circola, infatti, una versione taroccata della copertina del depliant dell'Apt in cui, invece del sedere femminile compare un modello maschio: il bellone di una recente campagna promozionale di D&G trasportato, grazie a un riuscito photo-shop, sulla riproduzione della brochure. Intanto, al coro di critiche sulla scelta del Lato B femminile per "promozionare" gli alberghi della costa apuana si aggiunge la voce di Lara Venè, assessore provinciale alla Cultura. Una replica, la sua, indirizzata prima di tutto a Francesco Sinatti di Popolo Azzurro, il quale aveva polemizzato così: «Perché non è stata fatta un'analoga crociata lo scorso anno quando sul manifesto di Lunatica 2009 comparivano addirittura due "lati b" in perizoma?» «È vero - controbatte l'assessore - anche quello ritraeva un fondoschiena, ma era stato realizzato da un artista, e il linguaggio artistico non è mai banale né volgare. Ritengo che quella dell'Apt - ha proseguito - sia stata un'iniziativa becera, e mi amareggia che sia stato paragonato al manifesto di Lunatica. La diversità di piani tra le due immagini mi pare evidente. Quella di Lunatica è stata realizzata da un artista, e il linguaggio artistico non è mai banale né volgare». Osvaldo Angeli, presidente della Provincia si limita a definire il caso «uno scivolone». E non è finita. Il sospetto che la spiaggia ritratta nella brochure non sia stata scattata sul litorale apuano non viene fugata. Non dal grafico Andrea Biagi («con le tecniche moderne - fa comunque notare - si può far sembrare una spiaggia delle Seychelles in quella di Marina di Massa e viceversa»). E neanche dallo stesso direttore dell'Apt Antonio Tarantino: «Non so dove sia stata scattata la foto».
19 giugno 2010