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Rfi taglia lo scalo merci di Massa zona

Assindustria insorge: un colpo alle imprese del carbonato e del granito

 MASSA. Tutti parlano di necessità di rilancio e, zac, ecco una notizia che alla ripresa dell'economia apuana rischia di dare un colpo pesante. È l'annuncio da parte di Rfi (gruppo Ferrovie dello Stato) della riduzione dell'operatività della stazione di Massa Zona Industriale, lo scalo adibito al trasferimento delle merci tra il territorio e i mezzi di Trenitalia. I tagli, in vigore dal 1º giugno, consistono in una revisione degli orari che, in sostanza, dimezza (secondo stime di Assindustria) le capacità della stazione merci.  «Questa decisione è un altro duro colpo inferto alla competitività del territorio e alla sua attrattività», accusa la stessa Associazione industriali di Massa e Carrara, che chiede di fermare i tagli.  Lo scalo merci di Massa zona è oggi usato soprattutto da imprese del settore granito e carbonati di calcio ed è collegato al porto di Marina di Carrara. La rete di raccordi con i maggiori stabilimenti della zona industriale e con l'area retro portuale ha consentito a numerosi operatori locali - in particolare quelli del granito quelli della fornitura di carbonato di calcio alle cartiere e quelli della movimentazione di tubi e di coils tramite il porto - di organizzare una catena logistica lubrificata e ben sincronizzata. Catena che la revisione degli orari, dice Assindustria, «interrompe irrimediabilmente». Nel caso dei carbonati per le cartiere, per esempio, le cisterne vuote arrivano allo scalo la sera; la mattina sono trasportate ai depositi delle aziende dove vengono lavate e caricate e, nel primo pomeriggio trasferite di nuovo allo scalo merci per la composizione del blocco treno e la spedizione. Con i nuovi orari sarebbe impossibile, specialmente in inverno, comporre treni merci completi e questo si rifletterebbe in minori puntualità di consegne e in un aggravio dei costi.  La decisione di Rfi, Assindustria, «è verosimilmente motivata da obiettivi di riorganizzazione interna, ma va in direzione opposta a tutti i progetti di incentivare il trasporto su rotaia; per il territorio, i tagli allo scalo avrebbero un duplice effetto negativo: la cessazione di attività mercantili per alcune centinaia di migliaia di tonnellate di merci (principalmente tubi, coils) e lo spostamento
su gomma di circa 200mila tonnellate di prodotti (prevalentemente carbonati di calcio e graniti)».  Le imprese chiedono dunque a ministero, prefetto, Port Authority, Regione, Provincia, Comuni) di intervenire su Rfi per scongiurare «un nuovo brutto colpo per il tessuto economico locale».

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