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Pugno all'avversario, si prende 3 anni

Gli aveva rotto il naso a calcetto: dura condanna per un giocatore di Montignoso

MASSA. Una partita di calcetto, una punizione assegnata e un forte pugno sferrato ad un avversario.  Una storia finita nelle aule di tribunale e per cui Gino Della Pina, di Montignoso, è stato condannato a tre anni di carcere.  Lo scenario è uno dei campi da calcetto del centro sportivo e pizzeria "Il Fescione".  In campo, nell'aprile del 2009, le squadre si confrontano pacificamente finchè l'arbitro fischia un fallo.  A commetterlo sarebbe stato proprio Gino Della Pina, ai danni di un suo avversario, Andrea Rasori, un ragazzo di 26 anni, massese.  Rasori, infatti, cade a terra e il direttore di gara decide di assegnare una punizione.  Maria Marchetti è il legale di Andrea Rasori, è lei a raccontare cosa sarebbe accaduto nei minuti successivi all'assegnazione della punizione. «L'arbitro aveva fischiato la punizione e Andrea si era rialzato da terra e stava per batterla - l'avvocato ricostruisce l'accaduto - all'improvviso Gino Della Pina ha colpito al volto il ragazzo con un violento pugno».  E secondo il legale senza che i due avessero litigato o si fossero insultati.  Il pugno è forte, tanto da provocare lesioni profonde al naso. Il ragazzo viene trasportato al Pronto soccorso di Massa dove la ferita viene suturata. I medici refertano, appunto, «una ferita lacero contusa della piramide nasale, una frattura scomposta ed esposta delle ossa nasali» oltre ad una frattura della mascella.  In parole semplici, naso rotto e mascella fratturata. Tanto che all'ospedale di Massa i sanitari decidono di trasferire il paziente al reparto di otorinolaringoiatria di Carrara dove Andrea Rasori viene sottoposto ad un intervento chirurgico.  E il ragazzo decide di sporgere querela e si costituisce parte civile per ottenere anche il risarcimento del danno. Il pubblico ministero che conduce le indagini è Alberto Dello Iacono.  Gino Della Pina è accusato di lesioni gravi, il suo legale decide di chiedere il rito abbreviato. E giovedì scorso, in sede di udienza preliminare, il gup Ermanno De Mattia, sulla base degli atti, ha condannato Gino Della Pina a tre anni.  Non solo, perché Andrea Rasori si è anche costituito parte civile: il giudice per l'udienza preliminare ha, infatti, riconosciuto il danno. «Non è stata valutata l'entità - chiarisce l'avvocato Maria Marchetti - che verrà invece definita in sede civile».  Si aprirà quindi un nuovo processo, non più penale, appunto, ma civile in cui il giudice quantificherà l'entità dei danni subiti da Rasori per le lesioni che gli sono state provocate con il pugno.  Soddisfatto l'avvocato Marchetti: «Noi confidavamo in una sentenza giusta e così è stato, il mio assistito ha sofferto molto
per le fratture e le lesioni riportate».  Sulla eventualità di un ricorso in appello da parte di Della Pina nessuna notizia: il suo legale ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito alla vicenda.

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