Massa crisi della Gesco

Gesco ferma, imprese in crisi

Ancora fermo il comparto produttivo Gesco: il protocollo d'intesa in Comune è stato firmato, ma le aziende non riescono ancora a partire. E la situazione per alcuni imprenditori sta diventando drammatica. Portavoce del malessere di tanti artigiani, sono 40 le piccole aziende coinvolte nel progetto, è Gustavo Marchini del Salumificio dei fratelli Marchini

    di Rossana Lazzini MASSA. Ancora fermo il comparto produttivo Gesco: il protocollo d'intesa in Comune è stato firmato, ma le aziende non riescono ancora a partire. E la situazione per alcuni imprenditori sta diventando drammatica. Portavoce del malessere di tanti artigiani, sono 40 le piccole aziende coinvolte nel progetto, è Gustavo Marchini del Salumificio dei fratelli Marchini.
    «Siamo alla disperazione - spiega- la mia azienda se la situazione non si risolve, a fine anno a sarà costretta a chiudere. Noi in questo progetto abbiamo investito energie e, soprattutto, soldi e ora davvero non sappiamo come fare».
    La vicenda del comparto Gesco si trascina ormai da anni. «Tutte le ditte che hanno aderito al progetto (targato Confartigianato) - prosegue Marchini - hanno dovuto anticipare soldi, io ci ho messo 170 mila euro, che nessuno mi restituisce. Inoltre abbiamo preso finaziamenti regionali che abbiamo dovuto restituire pagando gli interessi».
    Gesco era nato per creare spazi alle aziende e nuovi posti di lavoro. Ma ora rischia di creare nuovi disoccupati.
    «Noi, a fine anno, dovremo chiudere l'attività - ha spiegato Marchini - non ci rinnovano le autorizzazioni e non sappiamo come fare. Per recuperare le risorse investite nel progetto Gesco siamo disposti anche a mettere in vendita il nostro lotto. Non sappiamo più a chi rivolgerci. Nella nostra situazione ci sono altre ditte che sono preoccupate per il loro futuro».
    Il piano Gesco, che prevede, oltre all'insediamento di una quarantina di picocle aziende anche un asilo «aziendale», venne approvato nell'ultimo consiglio comunale della legislatura Neri. Un'approvazione complicata, seguita da polemiche e dalla contestazione dei sindacati, che puntavano a un altro tipo di re-industrializzazione. Con l'amministrazione Pucci, vennero apportate alcune modifiche e, finalmente, dopo un altro anno di attesa, ecco la firma del protocollo d'intesa tra Consorzio, amministrazione, sindacati: un documento che sembrava dovesse dare il via definitivo. Invece niente e gli artigiani tornano a rivolgersi alla amministrazione ma anche alla direzione del consorzio. «Vogliamo sapere perchè non si riesce a partire, qualcuno deve spiegarcelo».
    05 dicembre 2009

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