Supermercati

Esselunga chiede i danni ai sindacati

Iniziativa insolita del patron Caprotti in viale Roma. I lavoratori del supermercato di Massa scioperano e Esselunga denuncia, per mancato guadagno, chiedendogli anche i danni, i sindacalisti dell'azienda

    di Alessandra Vivoli MASSA. I lavoratori del supermercato di Massa scioperano e Esselunga denuncia, per mancato guadagno, chiedendogli anche i danni, i sindacalisti dell'azienda. Ossia le Rsu (la rappresentanza sindacale interna) firmatarie degli scioperi.
    I dipendenti del supermercato hanno scioperato nel 2007 per protestare per orari e organizzazione dei turni di lavoro. Senza mai - e questo lo mette bene in evidenza il segretario provinciale di settore (Filcams Cgil) - arrivare alla chiusura del negozio di grande distribuzione in viale Roma.
    Adesso Esselunga presenta il conto: e direttamente ai rappresentanti sindacali dell'azienda. È proprio nei confronti delle Rsu (sono 5 dipendenti) che l'azienda di Bernardo Caprotti - rappresentata dal senatore del Pd Pietro Ichino, giuslavorista e opinionista - ha intentato non una ma ben due cause.
    Uno è un procedimento civile per il risarcimento del danno per il «mancato guadagno» durante i nove mesi di sciopero a singhiozzo.
    L'altra è una causa di lavoro: e viene contestato lo sciopero «abnorme». «Ossia quel tipo di sciopero - spiega il segretario Filcams Nicoli - che può mettere a repentaglio le condizioni strutturali del negozio o causare un danno di dimensioni che vanno oltre al normale. Mentre Esselunga non ha mai chiuso: ci sono stati scioperi a singhiozzo, di un'ora nei vari reparti, ma i cancelli del supermercato sono sempre rimasti aperti».
    Sotto accusa vengono messi anche questa volta i rappresentanti sindacali: per aver, di fatto, istigato i lavoratori a far sciopero.
    Una vicenda complessa per cui la Cgil - assistita dall'avvocato carrarese Claudio Lalli - si è costituita in giudizio. Presentando un ricorso, articolo 28, per comportamento antisindacale di Esselunga. Ma il giudice lo ha respinto. Intanto però il procedimento civile è «passato» davanti al giudice del lavoro: la prossima udienza è fissata per febbraio 2010. E si aprirà davanti al giudice Agostini un nuovo capitolo di una vertenza, quella di Esselunga, che non è stata ancora chiusa.
    «Negli ultimi sei mesi - prosegue il segretario della Filcam - la situazione è migliorata. Proprio per la questione degli orari abbiamo incontrato più volte Esselunga e alcune modifiche, per noi significative, ci sono state. Ma non abbiamo ancora siglato l'accordo perché non condividiamo la divisione fra repartisti e cassieri».
    08 novembre 2009

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