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ALPINISMO  

Bergamini adesso sfida il terribile Singu Chuli sarebbe il primo italiano a riuscire nell’impresa

La cima della catena dell’Himalaya è posta a 6501 metri: «Una montagna ghiacciata molto difficile da scalare»   

LUCCA

Si allargano i confini di Riccardo Bergamini verso le esplorazioni alpinistiche nelle grandi e pericolose cime dell'Himalaya. Il primo ottobre partirà alla volta di Katman Ly nel Tibet per scalare assieme a Dawa (un amico conosciuto nel corso di una arrampicata in Nepal) il Singu Chuli a 6501 metri di altezza. «Una montagna tecnica e molto ripida - dice l'alpinista lucchese, sposato e padre di 7 figli - dove c'è tanto ghiaccio ed è anche pericolosa, ma stimolante dal momento che se arrivassi in vetta sarei l'unico italiano ad esserci riuscito».

Cosa la induce a correre questo ulteriore rischio? «Ho sempre amato la montagna e l'avventura. Amo il silenzio e conoscere popolazioni a noi sconosciute. Nel 2017 ho scalato in Nepal il Manaslo a 8163 metri ed ancora più su sono salito senza ossigeno a 8201 metri nella vetta del Cho Oju in Tibet nel 2013». Imprese da brividi con diverse difficoltà tecniche sfidando il freddo, il vento e la fatica, dove se non si riesce a dormire possono insorgere patologie che intaccano le difese immunitarie.«Per ora, ringraziando il cielo non ho avuto questo tipo di difficoltà. Situazioni critiche? È naturale che ci siano state affrontando il ghiaccio e resistendo al vento che a queste alture soffia fortissimo. Ma sono sempre riuscito a dormire e ad alimentarmi con micronutrienti, barrette di cioccolato ed acqua, sciogliendo con un antigelo liquido la neve. Più che altro nelle escursioni bevo the a caffè». Per il Singu Chuli l'alpinista si metterà in viaggio da Pisa atterrando a Doha Doha in Qatar per poi prendere il volo diretto per Katman Ly, dove nel pomeriggio del giorno successivo troverà ad attenderlo Dawa. Inizieranno da soli la scalata il 4 ottobre partendo per il trekking di avvicinamento al campo base. Una volta raggiunto a circa 4 mila metri di altezza monteranno le tende in due punti di attraversamento per ripararsi in caso di tempesta e per trascorrere la notte. Se i tempi della tabella di marcia verranno rispettati e sempre che possano riuscire nell'impresa, impiegheranno 5-6 giorni per raggiungere il campo base ed altri 4 giorni per arrivare alla meta. Una spedizione consentita dagli sponsor Sofidel e BFG rappresentanze industriali. «Spero - conclude Bergamini - di riuscire a ritagliarmi del tempo da dedicare alla popolazione etnica indo-nepalese di Kathmandu,molto ospitale ed una volta rientrato mangiare le loro

mozzarelle di bufala e le loro specialità saporite e speziate. Tutto questo ovviamente quando saremo di rientro dall'escursione alpina». Il rientro a Lucca è previsto per il 27 ottobre. Continua l’avventura di Bergamini che inizio a scalare le cime extra europee nel 2009.



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