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Aiolfi in versione Spiderman regala il passaggio del turno

Lucchese

Aiolfi in versione Spiderman regala il passaggio del turno

Il portiere della Lucchese para un rigore all’88’ e altri tre nella serie finale I novanta minuti regolamentari si erano chiusi sull’1-1, come all’andata

LUCCA. È finita con i giocatori e la curva divenuti un tutt’uno. Un abbraccio collettivo manifesto della felicità. Non per una salvezza, ma per una qualificazione al secondo turno della Coppa Italia Serie C. E pazienza se si tratta di un obiettivo effimero. Viste le turbolenze societarie che hanno caratterizzato l’estate della Lucchese, il successo ai rigori sull’Arezzo al Porta Elisa, è manna dal cielo.

La differenza, più che i piedi, l’hanno fatta le mani. Quelle di Stefano Aiolfi, prodigioso nel parare quattro tiri dal dischetto, di cui uno in coda alla partita, all’88’, su Brunori. A quello hanno fatto seguito gli altri tre (su Buglio, Bruschi e Persano), mentre Lombardo, Cardore e Bortolussi sono stati freddi quanto necessario. Come Provenzano, al 16’. Lui il penalty del provvisorio vantaggio della Lucchese lo aveva realizzato sfruttando il peccato di gioventù di Pinto (trattenuta in area su Martinelli, uno dei tre nuovi subito in campo come Favale e Greselin).

Ricompensa prematura dello spirito progressista dei rossoneri, che non si sono limitati a contenere le prime folate, preludio ad una bufera che poi non si è scatenata, ma anche ad esplorare con audacia gli spazi concessi da un Arezzo spesso sfilacciato e che, di contro, ha accusato il colpo. Al tramonto del primo tempo, quando l’unico minuto di recupero era già scaduto, però, si è materializzato il pareggio: la punizione di Cutolo da sinistra un incanto, l’inzuccata di Tassi nel cuore dell’area una sentenza a cui Aiolfi non ha potuto appellarsi.

Nella ripresa la squadra di Favarin ha trovato le risorse per ricominciare ad attaccare, a tratti con veemenza: poco concreto Bortolussi nel cestinare due opportunità, mentre Favale si è visto respingere un sinistro violentissimo da Melgrati. Poi, in coda all’incontro, il fallo di Palumbo su Serrotti in area e un nuovo rigore. Stavolta per l’Arezzo. Ma Brunori si è fatto ipnotizzare da Aiolfi. Brividi intensissimi lungo la schiena di chi era presente al Porta Elisa. Come quelli

corsi nella sequenza decisiva per risolvere il confronto. L’epilogo auspicato si è tramutato in realtà. Un piccolo tassello da apporre in un mosaico ancora tutto da costruire. Ma con un bel carico di fiducia in più. —

GABRIELE NOLI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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