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ore di ansia per i rossoneri  

È il giorno della verità per la Lucchese O arrivano 464mila euro o sarà fallimento

Senza una svolta (che al momento appare molto improbabile) i libri contabili potrebbero andare in tribunale già oggi

LUCCA

Il big ben ha detto stop. Oggi è l’ultimo giorno per ricapitalizzare, tirare fuori 464 mila euro e iscriversi al campionato, pur con una maxi penalizzazione, rispettando i parametri della Covisoc. Altrimenti per la Lucchese sarà la fine e lo spettro del terzo fallimento negli ultimi dieci anni aleggia sulla città.

Già oggi il sindaco revisore Matteo Romani, come prevede la legge, potrebbe portare i libri contabili in tribunale se non ci sarà una svolta. Una svolta che appare molto difficile. La palla è in mano ad Arnaldo Moriconi che però ha detto a chiare lettere di non volere tirare fuori altri soldi dopo avere investito tanto per risollevare la società rossonera. L’imprenditore lucchese è stanco e vuole più tirare avanti le redini della società. In queste ore drammatiche però ha provato a trovare una soluzione per la salvare l’ultracentenaria società rossonera che appena due stagioni fa era riuscita a riaccendere l’entusiasmo della piazza portando 7mila spettatori al Porta Elisa. Gli scenari.

Una delle ipotesi maturata vedrebbe l’imprenditore della Sice presidente e Pietro Belardelli socio e finanziatore. Una proposta che però è stata bocciata da Lucca United e dagli ultras che hanno sempre osteggiato l’imprenditore romano dal controverso passato, legato alle disastrose esperienze di Lecco e Castel di Sangro. E sarebbero pronti anche a ripartire con una squadra dalla Promozione. Uno smacco per la città. «Non appoggeremo mai Belardelli, ma Moriconi è libero di vendere la Lucchese a chi vuole» hanno ribadito i tifosi. Lucca United avrebbe chiesto a Moriconi di ripianare le perdite e poi trovare altri imprenditori disposti a rilevare il pacchetto di maggioranza e uscire di scena.

In questi giorni sono stati avviati contatti con una cordata pistoiese e fiorentina con l’ex amministratore delegato Fabio Bettucci come intermediario. Un percorso però che non si sa dove potrebbe portare e soprattutto con tempi lunghi, ormai oltre le scadenze federali per evitare l’esclusione da parte della Covisoc dall’elenco delle squadre ammesse al campionato di C1. Grassini che fa? Comunque si giri il “nodo” è che la Lucchese è ancora in mano all’imprenditore senese Lorenzo Grassini che dopo avere rilevato le quote societarie da Moriconi non ha praticamente versato un euro facendo precipitare

la Lucchese sul baratro. E che se oggi non cederà le sue quote ogni flebile speranza di salvezza sarebbe vanificata. Intanto Belardelli ha chiarito di essere sempre disponibile («Aspetto una chiamata che non è ancora arrivata, ma i giorni passano e i tempi sono sempre più stretti»). —

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