Quotidiani locali

caos rossonero 

Belardelli si sfila, la Lucchese è appesa a un filo

L’imprenditore: «I tifosi non mi vogliono, mi faccio da parte». Entro domani vanno versati 464.000 euro

LUCCA

Anche Piero Belardelli esce di scena. E la Lucchese sprofonda sempre più nel baratro dopo un’altra giornata di agonia.

«Dopo quello che ho letto mi faccio da parte, i tifosi non mi vogliono anche se ero disposto a ripianare i debiti ed iscrivere la Lucchese al campionato di C - dice l'imprenditore romano intervendo sulla crisi rossonera - e nel caso in cui fossero emerse problematiche durante la stagione c’era sempre la possibilità di portare avanti la gestione provvisoria dopo il fallimento e consegnare la Lucchese sul pulito ad altri imprenditori come hanno fatto Carrarese ed Arezzo che hanno mantenuto la categoria».

A meno di un ripensamento, dunque, Belardelli fa un passo indietro. E ora che succede? La condizione per salvare la Lucchese è sempre la stessa, ovvero che qualcunoversi 464mila per la ricapitalizzazione della società e dovrà farlo entro oggi pomeriggio.

Altrimenti domani il sindaco revisore Matteo Romani, come impone la legge, si recherà nella cancelleria del tribunale fallimentare per depositare i libri contabili. A complicare il salvataggio della gloriosa Pantera rossonera il fatto che Lorenzo Grassini è ancora possessore delle quote della Lucchese e che almeno fino alle 20.30 di ieri non aveva effettuato nessuna cessione ad Arnaldo Moriconi che ha ribadito che non intende ricapitalizzare.

Delle due l'una: Grassini cede le quote a Moriconi che a sua volta le cede a Belardelli o ad altri imprenditori (ma quali?) iscrivendosi in extremis al campionato (partendo comunque con una maxipenalizzazione, dai 6 ai 12 punti). Oppure è game over. Con gli sportivi rossoneri sempre più rassegnati dopo avere assistito al grande bluff di Grassini.

Inoltre il nuovo proprietario (Belardelli o altri) dovrebbe accollarsi anche i contratti del dg Fabrizio Lucchesi («sono disposto a firmare una liberatoria, non voglio essere un peso, sono amareggiato e deluso» ha detto l'ex dg di Fiorentina e Roma), l’allenatore Menichini e il vice D’Urso. Riassumendo i convulsi scenari degli ultimi giorni da una parte c'è l’imprenditore di Colle Val d’Elsa che non ha tirato fuori un euro e illuso i tifosi convinti dalle promesse, dall’altra un imprenditore dal passato oscuro che ha dichiarato di essere pronto a versare i soldi per mettersi in regola e rilevare le quote del club rossonero, ma che la tifoseria vede come il fumo negli occhi.

E senza novità nelle prossime 48 ore la Lucchese giovedì sarà esclusa dalla Covisoc. Sulla carta ci sarebbe tempo fino 19 di lunedì 16 luglio per presentare un ricorso d’urgenza, atto che presuppone però l’aver completato versamenti e documentazione. Il ricorso sarebbe esaminato entro giovedì 19 luglio e il parere motivato trasmesso al commissario straordinario della Figc che venerdì 20 luglio emetterà il suo verdetto. In caso

di esclusione sarebbe possibile ricorrere al Collegio di garanzia dello sport del Coni. Un iter lunghissimo (e costoso) e soprattutto chi si accollerebbe tutto questo? Una corsa contro il tempo che rischia di essere inutile per evitare il terzo fallimento degli ultimi dieci anni. —

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro