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Gabriella, la donna bionica che non ha paura di volare

L’avvocato Stellitano si lancia con il paracadute e pilota gli aerei ultraleggeri. «Mi diverto e mi rilasso a guardare il paesaggio da una posizione privilegiata»

LUCCA. Volare e lanciarsi con il paracadute per il gusto del divertimento guardando lo spettacolo dei paesaggi e della natura. Un hobby che può sembrare pericoloso, ma non certo a Gabriella Stellitano,l'avvocatessa di 53 anni con studio legale a S. Anna. Per lei guidare in quota con un aereo da turismo è come guidare una macchina. Ottenne contemporaneamente le due patenti quando aveva 18 anni. «Avevo sempre avuto l'idea di stare in aria - dice - e fino ad allora non ero mai salita in aereo. Feci i primi voli assieme all'istruttore Giuseppe Orsini e l'effetto fu stupendo. Dopo le prime due uscite ero già in grado di guidare e presi l'attestato di idoneità dopo appena 8 mesi di pratica. Ero in grado di gestire i comandi tenendo l'aereo coordinato ed ho imparato ad atterrare. All’epoca ero una delle poche, se non l'unica, donna pilota in Toscana. Mi esercitavo con l'aeroclub Carlo Del Prete di Lucca, ma ero tesserata anche con il Club Volovelistico Toscano e con l'Associazione Paracadutisti toscani attivi da tanti anni a Tassignano». Gabriella assieme al suo ex marito acquistò anche un aliante attualmente parcheggiato all'aeroporto di Tassignano. «Ho fatto le prime insegne qualificate sportive C d'argento che prevedono il tempo di volo di 5 ore in un percorso di almeno 50 chilometri alla quota di almeno 1000 metri. L'aliante, rispetto agli aerei a motore, è un'attività più raffinata perché è necessario saper sfruttare meglio la potenzialità del mezzo».

Gabriella Stellitano
Gabriella Stellitano


PARACADUTISMO

Un'altra passione di Gabriella Stellitano è il paracadutismo. «Nel 2004 misi in pratica per la prima volta il mio sogno di lanciarmi con il paracadute. Per ottenere l'idoneità si eseguono i primi tre salti con 2 istruttori che ti accompagnano. A quel punto seguono quattro salti con un altro istruttore. Il mio primo lancio da sola fu il 15 maggio 2004 a Tassignano da 4300 metri di altezza. L'accelerazione dopo pochi attimi raggiunge la velocità di 200 chilometri orari. Dopo 40-60 secondi si apre il paracadute. È una sensazione unica. Dopo l'impatto violento con l'aria ti senti come alla guida di una moto lanciata a 250 chilometri orari».

Sono poche le donne paracadutiste, anche se il numero delle praticanti in età giovanile sta crescendo, specialmente in tandem dove il paracadute si apre ad una altezza di circa 1500 metri, mentre per i lanci singoli a 700-800 metri. Nel tempo questi lanci sono diventati anche una disciplina sportiva identificati in "Stile" con lanci da 2200 metri ed una trentina di secondi di tempo per la caduta libera. Oggi assieme a Gabriella nel club Paracadutisti Toscani ci sono altre donne: la laziale Simonetta Bardi presidentessa e direttrice dell'Associazione che ha partecipato ai campionati mondiali di paracadutismo. La pisana Sonia Vitale campionessa italiana di precisione in atterraggio e la livornese Sara Pacciardi inserita nella formazione che ha stabilito il record italiano con tute alari. «Per me il lancio è soltanto divertimento allo stato puro. Non guardo mai il risultato, ma traggo ogni volta il beneficio mentale e fisico che ne deriva e che mi fa stare bene».


LANCIARSI SENZA ALLENARSI

L'impegno fisico in aria si sposta principalmente sui muscoli delle braccia.Per allenare la resistenza solitamente i paracadutisti puntano sulla corsa e in palestra facendo crossfit. Gabriella no. «Io mi lancio-risponde-senza nessun tipo di allenamento.Esco dalla scrivania del mio ufficio e vado diretta all'aeroporto. Non avrei tempo di allenarmi. Alcuni miei amici si lanciano anche 20 volte in un giorno, io mi limito a 7-8 lanci nella stessa giornata perché dopo sono stanca, ma direi che è già un bel risultato. In un anno mi sono lanciata anche 300 volte e quando è un po’ che non lo faccio ne sento veramente il bisogno». Il suo record di altura è 8 mila metri: avvenne nel 2010 a Reggio Emilia. Lanci difficilmente organizzabili perchè a quelle quote ci vuole ossigeno e la predisposizione particolare dell'aereo.

Paracadutista e pilota di aerei ultra leggeri, Gabriella ha veramente assaporato tutto sull'aria. «Mi manca la guida di notte perché per farlo dovrei acquisire un altro brevetto».Ma momenti di panico li ha mai avuti? «No. Per guidare e lanciarsi si deve essere responsabili. È ovvio che bisogna cautelarsi nelle uscite in base alle condizioni metereologiche. Mai farlo con il temporale in vista ed anche il vento troppo forte può danneggiare la guida». I viaggi? «Ho portato tanti lucchesi fino all'Isola d'Elba partendo da Tassignano. Una giornata in spiaggia a Marina di Campo, mangiando un bel piatto di spaghetti allo scoglio, un tuffo nel mare cristallino e poi il rientro. Una gita giornaliera in 60 minuti di volo. Si risparmia tempo e si gusta il paesaggio della costa tirrenica livornese».

GLI ALTRI SPORT

Una sportiva come poche a Lucca. Quando riesce a ritagliarsi un po’ di tempo fra una pratica legale e l'altra, Gabriella si dedica anima e corpo a quegli sport d'aria che le consentono una visuale della terra e del mare amplificata e suggestiva. Ai lanci con il paracadute in aereo ed elicottero seguono anche altre attrattive. «Mi sono lanciata anche dalla mongolfiera, un'altra fantastica esperienza. Amo il mare e la montagna. Non mi perdo mai la settimana bianca sugli sci in Valgardena: aiuta a rilassarsi e ad allenare il cervello e con il mio lavoro ne ho veramente bisogno. Il mare lo guardo da vicino noleggiando motoscafo e barca a vela. Presi la patente nautica nel 2009 e da quel momento sono diverse le escursioni che ho fatto in Sicilia ed in Corsica anche in questi casi guidando. Amo la velocità ed ho voluto provarne l'ebrezza anche in acqua. Sono le mie massime aspirazioni adesso che i miei due figli Alessandro di 19 anni e Claudio di 16 mi seguono nel tempo libero. Alessandro si è già lanciato con me in tandem con il paracadute. Quando vado all'aeroporto mi porto appresso sempre il mio cane, un Jack Russel di nome Cody che considero il terzo figlio. Lui è ansioso e quando lo affido in custodia per i miei voli sta in apprensione. Quando la mia vela tocca terra lui la riconosce».

Un consiglio a chi vuole intraprendere l'hobby del volare nel vincere la paura? «La paura per aria non serve a niente. Quando sei lassù pensi soltanto a quello che devi fare. Io lo desideravo fin da bambina: volare è un esperienza meravigliosa e facilmente realizzabile».La pausa questa volta comincia ad essere lunga..«Non sono nella cabina dei comandi del velivolo da 3-4 mesi ed il mio ultimo lancio con il paracadute è di due settimane fa. È probabile che mi rechi a Tassignano. Sento la necessità di fare una esercitazione».
 

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