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Closing entro giovedì 19 altrimenti resta Moriconi

Quattro giorni per decidere se la Lucchese passerà nelle mani di Lorenzo Grassini Il direttore generale Lucchesi piace al proprietario della Sice Telecomunicazioni

LUCCA. In 96 ore si decide il futuro della Lucchese. Riuscirà il self made man Lorenzo Grassini da Colle Val d’Elsa a entrare in possesso dell’80% delle quote dell’As Lucchese Libertas 1905 attraverso la società di diritto inglese «Aigornetto Limited»? Giovedì a mezzanotte scade improrogabilmente il termine ultimo di pagamento (700mila euro o poco più) alla società Città Digitali srl di Giuseppe Bini uomo di fiducia di Arnaldo Moriconi vero e proprio plenipotenziario rossonero. Sconti e dilazioni non sono ammessi. Lui i soldi le vuole tutti. Altrimenti addio senza rancore e ognuno per la sua strada. In fondo la scadenza (13 o 14 aprile poco importa) è già trascorsa invano e senza la proroga, di cui rivendica la paternità il proprietario della Sice Telecomunicazioni, sarebbe tutto finito e l’aforisma del saggio Corrado Orrico («con il quale o per il quale rimane tutto tale e quale») sarebbe stato quantomai profetico.

GLI SCENARI

Cosa accadrebbe nel caso in cui i soldi pattuiti nella «proposta irrevocabile d’acquisto» non finissero sul conto corrente «dedicato» del sor Arnaldo? Al di là delle possibili schermaglie giudiziarie legate all’ammontare del debito (visioni differenti potrebbero emergere dalla due diligence messa in atto con i professionisti di entrambe le parti) la maggioranza della Lucchese resterebbe nelle mani dell’attuale plenipotenziario. E a quel punto si aprirebbero una serie di scenari: dalla gestione diretta del club con l’appoggio esterno del socio in affari Pietro Belardelli alla possibilità di un ingresso al 50% di un paio di soci (uno dei quali di origini lucchesi) per gestire la stagione che verrà, sino all’eventuale interessamento - attraverso un importante personaggio del mondo finanziario locale - di un gruppo di investitori statunitensi. Fantasie? Suggestioni? Chimere? Basterà attendere. Con un’ipotesi - tutt’altro che utopistica - in grado di creare un trait ’d’union tra la cordata Grassini e la gestione Moriconi: la presenza del direttore generale Fabrizio Lucchesi. Capace, con il suo eloquio e le suo passato in serie A, di incantare la tifoseria e mettere tutti (o quasi) d’accordo: da Lucca United al sor Arnaldo. Dubitiamo fortemente però che possa esserci, sia con Grassini sia senza l’uomo d’affari senese nel club rossonero, convivenza con l’attuale diesse Antonio Obbedio che tanto si è speso per la Lucchese in queste due stagioni e che ha estimatori a Catanzaro e Monopoli. Il divorzio, nonostante il contratto che lo lega alla società sino al giugno 2019, parrebbe inevitabile con l’arrivo del ds Pietro Tomei da San Giuliano Terme come Il Tirreno ha riportato nell’edizione del 15 marzo. Classe 1950, ex portiere degli anni Settanta-Ottanta con le maglie di Pisa, Campobasso e Potenza, è uomo per tutte le stagioni ed ha esperienza in tutte le categorie. Lucchesi porterebbe anche un altro ex rossonero (come riportato da Il Tirreno nell’edizione del 14 marzo): Alessandro Sturba, 46 anni, romano e residente in Valdinievole, ex ala di Verona, Siena, Venezia, Salernitana, Catania con l’ultima stagione nei professionisti (2005-2006) trascorsa proprio con la casacca della Lucchese. Potrebbe essere team manager, capo degli osservatori o avere un ruolo nel settore giovanile.

PARLA CARLONE

Ma che ne pensa dell’attuale situazione rossonera l’amministatore unico dell’As Lucchese Libertas, Carlo Bini, in carica ormai da 13 mesi in un ruolo che doveva vederlo come semplice traghettatore? «Carlone» prima affronta la parte sportiva e poi si butta su quella societaria: «Se la Lucchese vince le prossime due partite può davvero ambire agli spareggi promozione. Io ne sarei felicissimo. Vorrei ricordare, per chi non gode di buona memoria, che la scorsa stagione con la squadra a 3 punti dai playoff e 2 dai playout questi dirigenti cambiarono allenatore tra le proteste di molti tifosi, per poi conquistare la post season, superare due turni e venire eliminati dal Parma che vinse gli spareggi e oggi gioca per andare in A. Se riusciamo a portare per la seconda volta di fila la Lucchese ai playoff vuol dire che siamo troppo bravi. La verità che questa squadra e quella del finale della scorsa stagione sono state guidata da un signor allenatore come Giovanni Lopez che è stato richiamato dai tanto vituperati soci lucchesi». Sul closing di giovedì, «Carlone» usa le parole con cautela: «Non sarei in grado di dire come va a finire. Certo è che il tempo passa e che senza la proroga di 10 giorni concessa da Moriconi l’affare sarebbe già sfumato. Se definiscono io mi dimetto seduta stante in attesa dell’insediamento del nuovo Cda. Mi auguro soltanto che chiunque arrivi faccia il bene della Lucchese. Consigli? Fosse per me terrei questo staff (allenatore e ds) che sono di prim’ordine e hanno saputo lavorare nelle

difficoltà. Per quanto riguarda la squadra confermerei Fanucchi e mi terrei Arrigoni chiedendo a Genoa, Livorno e Fiorentina di lasciarmi per un’altra stagione Albertoni, Damiani e Baroni andando ad investire su una punta da doppia cifra. Senza svenarci lotteremo per i primi posti».

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