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Sfatato il tabù Giana e salvezza raggiunta Ora si punta ai playoff

Baroni e Cecchini suggellano una partita a senso unico Ora in 180 minuti al Porta Elisa ci si gioca la post season 

INVIATO A GORGONZOLA (MI). Salvezza matematica, prima storica vittoria con la Giana e intatte possibilità di accedere ai playoff. Tre punti di fondamentale importanza quelli ottenuti dalla Lucchese in terra lombarda che nei prossimi 180 minuti al Porta Elisa si gioca la possibilità di allungare la stagione e disputare la post season. Un successo maturato nel finale della prima frazione con il primo tiro in porta della partita coinciso con la prima rete nei professionisti del figlio d'arte Riccardo Baroni.

I biancoblù della Martesana accusano talmente il colpo che nella ripresa - nonostante i cambi di nonno Albe (68 anni, il tecnico più anziano della serie C) - subiscono senza reagire le accelerazioni rossonere ispirate dal divin Fanucchi. Bastano una decina di minuti ad Espeche e compagni per chiudere i conti con una ripartenza che taglia in due la balbettante retroguardia locale e consente a Cecchini di realizzare la sua seconda rete stagionale. La partita finisce lì. Perché l'encefalogramma della Giana è decisamente piatto tanto che l'unica vera parata Albertoni la compie a tre minuti dalla fine quando d'istinto alza sopra la traversa un colpo di testa maligno dell'immarscescibile Salvatore Bruno che nonostante le 39 primavere in questa categoria è ancora in grado di fare la differenza tanto il livello negli ultimi dieci anni si è abbassato.

Anzi è la Lucchese a sfiorare in un paio di circostanze il terzo gol e a gestire senza patemi la partita tanto che Antonio Niccolai - vice di Lopez in tribuna a scontare la seconda giornata di squalifica - vince la sua prima partita da capo allenatore e concede 25' al redivivo georgiano Shekiladze che, recuperato dall'infortunio, potrebbe tornare molto utile in occasione delle ultime due partite interne contro Olbia e Pro Piacenza, sulla carta decisamente abbordabili. Di fronte a 700 paganti in una giornata soleggiata l'avvio è decisamente soporifero.

La fase di studio dura una ventina di minuti con stucchevoli passaggi per linee orizzontali e zero accelerazioni. Uno stallo assoluto con sbadigli generalizxati in tutti i settori dello stadio. Poi è il Giana a svegliarsi dal torpore cercando di sfondare sulle corsie esterne con il rapido Seck che a sinistra trova spesso e volentieri il fondo mettendo a nudo i limiti di Russu. Per dieci minuti si assiste ad un monologo, seppur sconclusionato, degli avanti lombardi. Ma la supremazia territoriale dura poco e si torna ad un sostanziale equilibrio con tocchi ravvicinati a centrocampo e giocatori che si tengono ben lontani dall'area di rigore hai visto mai che qualcuno possa andare al tiro. All'ultimo giro di lancette della prima frazione accade quello che non ti aspetti. La Giana sbaglia un appoggio in fase d'impostazione nella propria trequarti. Il centrale rossonero Baroni è lesto a scegliere il tempo, impossessarsi della sfera e calciare un diagonale dal limite con sfera che finisce nell'angolo più lontano alla sinistra del diciottenne Taliento. Cesare Albe, il Rocco della Medesana, alla vigilia del match aveva rappresentato le sue preoccupazioni ai cronisti sull'appagamento della squadra e la conseguente involuzione tecnica. Nella ripresa quindi cambia modulo (dal 3-4-1-2 al 4-4-2) e uomini (dentro l'ex rossonero Degeri per il talentuoso Greselin e il centrocampista Capano per il centrale Bonalumi con abbassamento di Iovine sulla linea dei difensori). Ma il rimedio si dimostra peggiore del male perché orchestrati dal solito

Fanucchi la Lucchese riparte con affondi micidiali che portano al raddoppio e successivamente offrono a Parker e allo stesso fantasista rossonero la possibilità di blindare il risultato. La girandola di cambi nel finale non sposta di una virgola quanto visto nell'arco del match.

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