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Rissa in campo, i genitori non ci stanno

I parenti dei ragazzi picchiati nella sfida tra Oltreserchio e Atletico Carrara bocciano il giudice sportivo: poche sei giornate

LUCCA. «Mancavano circa sette minuti alla fine della partita tra la squadra dei nostri figli e l’Atletico Carrara quando, a seguito di un banalissimo fallo da gioco, abbiamo assistito a una scena difficile da dimenticare: un ragazzo dei nostri è stato preso a pugni e si è accasciato a terra e anche gli altri che sono andati a dividere i calciatori coinvolti sono stati vittime di calci e pugni». A raccontare l’episodio sono i genitori dei calciatori Allievi A 2001 della società dell’Oltreserchio. «Quanto accaduto non finirà con un comunicato ufficiale che lascia impuniti i protagonisti dell’evento». Questo dichiarano i genitori dei diciassettenni calciatori rossoblù, alcuni dei quali trasportati al Pronto Soccorso con ambulanza da cui sono usciti il giorno successivo con collari, ferite e pesanti lividi dopo le botte gratuite subite.

A seguito di questo episodio, queste famiglie hanno voluto nuovamente attirare le attenzioni dei media: nella successiva partita di campionato, si sono presentati alle tribune dello stadio di Forte dei Marmi con uno striscione che recitava così: «No alla violenza. Una vita vale solo sei giornate?». La delusione e la sfiducia verso la giustizia sportiva è cresciuta dopo la pubblicazione del comunicato ufficiale della Figc, in cui il giudice sportivo, a seguito di quanto riportato sul referto dal direttore di gara, si è limitato a squalificare il capitano marmifero per sei giornate. Una squalifica quasi “d’ufficio” perché – come dichiara il direttore sportivo del club Luigi Coltelli – «l’autore del gesto violento non è stato ancora individuato e la cosa che ci ha maggiormente ferito è stata la premeditazione degli avversari i quali, per non farsi riconoscere, si sono tolti la maglietta per disorientare ulteriormente il direttore di gara. Questo episodio violento si è sviluppato tutto nel giro di pochi secondi e in modo improvviso, tanto che il giovane arbitro non ha fatto in tempo ad assistere a tutto quanto è accaduto».

La società, insieme ai genitori degli allievi dell’Oltreserchio, annuncia che presto convocherà una conferenza stampa con l’intento di sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sul tema dell’educazione dei calciatori. «Non si tratta di una questione di giustizia sportiva – conclude Coltelli – ma di una questione di sicurezza. Le parole non riescono a spiegare fino in fondo le sensazioni di chi ha visto con i propri occhi quella scena vedendo coinvolti i propri figli inermi di fronte a calci e pugni sferrati da avversari con una cattiveria che niente ha a che vedere con il calcio, tanto meno quello di un campionato provinciale allievi. L’Oltreserchio del presidente Morotti è sempre stato un club che si è distinto per correttezza e capacità di

trasmettere valori umani ai propri tesserati. Tanta è stata la solidarietà dei club della Lucchesia sei anni fa quando il campo “Minciotti” di Santa Maria a Colle fu inondato dalla piena del Serchio non permettendo alle squadre rossoblù di allenarsi.

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