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Pisa-Lucchese, il derby visto dai doppi ex

Taccola e Francesconi sicuri della ripresa rossonera: «La squadra si risolleverà». Intanto Città Digitali acquista il 97% delle quote

LUCCA. Pisani in rossonero, lucchesi in nerazzurro. Il derby del Foro è fatto anche di storie incrociate. Come quella di Mirko Taccola, classe 1970, pisano doc, che ha militato nella Lucchese nella stagione 1993-1994 in serie B, e poi un ritorno nel 1998 agli sgoccioli della cadetteria prima dell’avventura al Paok Salonicco in Grecia. Il lucchese Alberto Francesconi, anche lui quaratasettenne attaccante-goleador ex tamburino della curva Ovest, è stato protagonista della promozione del Pisa dalla D alla C2 (2009-2010) contribuendo poi alla vittoria del torneo di Eccellenza della Lucchese allora Fc Lucca (2011-2012). Domenica l’ennesima sfida tra Pisa e Lucchese all’Arena Garibaldi, dedicata a Romeo Anconetani, presidentissimo nerazzurro ma legato anche alla storia della Pantera. Francesconi ha vinto su entrambi i versanti del Foro. «Calcisticamente ho ricordi belli in tutte le squadre in cui ho giocato anche nel Pisa dove ho segnato un gol in rovesciata tra i più belli di sempre. Il mio cuore è rossonero: ero un ultrà della curva Ovest e ne vado molto fiero, come del primo gol della rinascita rossonera in Eccellenza. Spero che la Pantera si risollevi». Lo Sparviero ha una ricetta per uscire dalla crisi. «Non vince da tre mesi e all’Arena servirà una partita di sacrificio, tutta difesa e contropiede. Una squadra operaia che troverà un Pisa sulle ali dell’entusiasmo che domenica scorsa è riuscita a vincere al 90° dimostrando che è in salute. Nerazzurri favoriti, ma la Lucchese tirerà fuori l’orgoglio e nel derby tutto è possibile». Taccola a Lucca ha anche aperto un’attività. «A Lucca mi sono sposato ed è nato mio figlio Niccolò. C’è anche una vita al di là della mia esperienza nella Lucchese. Eravamo una squadra competitiva con Fascetti ma alla fine non siamo stati all’altezza delle aspettative. Poi la seconda volta nel 1998 a gennaio con una squadra in difficoltà che si salvò in extremis. Sarei voluto restare e andai via a malincuore. A Lucca sono forse uno dei pochi pisani che mette d’accordo tutti, perché ho sempre giocato con il cuore». Un derby delicato per la Lucchese dopo l’opaco pareggio col Cuneo e la contestazione dei tifosi. «Il Pisa punta alla B ed è in ripresa, i rossoneri sono in crisi, ma nei derby riescono ad esaltarsi, come hanno fatto vedere col Livorno, e venderanno cara la pelle. Sarà una gara tirata. Un pari sarebbe linfa per il morale. I protagonisti? Fanucchi ed Eusepi possono fare la differenza. Anche l’esperienza e la Lucchese ha Capuano e Mingazzini che sanno come si affrontano a livello mentale queste gare». Un pisano “amato” a Lucca è stato Giancarlo Favarin per la doppia promozione dalla D alla C1, mentre il lucchese Francesco «Memo» D’Arrigo ha guidato il Pisa nella promozione dalla C2 alla C1 e poi un palo al Porta Elisa nella finale playoff (9 giugno 2002) gli impedì di guidare in B la sua Lucchese.

Tutto secondo copione. Città Digitali del presidente Giuseppe Bini, controllata da Arnaldo Moriconi, diventa proprietaria della Lucchese con il 97% delle quote della Lucchese. L'annuncio è stato dato direttamente dagli schermi di DìLucca, l'emittente televisiva di proprietà della stessa Città Digitali che nelle scorse settimane, aveva provveduto

a acquisire il 9% non sottoscritto da Lucca United, ora ha rilevato l'87% per cento da Lucchese Partecipazioni. 1% anche a Lucca United, Moreno Micheloni e Lucchese Partecipazioni. Amministratore unico resta Carlo Bini che potrebbe dimettersi entro un paio di settimane.

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