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Dovichi, la veterana delle schiacciate con il volley nel cuore

Gioca da 23 anni e nella sua carriera ha cambiato 11 squadre «Stagioni meravigliose con la Nottolini di coach Becheroni»

LUCCA. Cristina Dovichi, 31 anni, una veterana del volley che iniziò a praticare da bambina. Aveva appena 8 anni quando per migliorare il rapporto con le amiche ed essere più sfrontata iniziò la sua lunga carriera con la Pantera Lucca. Era molto sportiva le piaceva anche il nuoto, l'atletica, lo sci, il basket e la danza. «Lo sport di squadra lo preferivo -dice Cristina - amavo sperimentare la collaborazione per il raggiungimento del risultato. Fino all'età adolescenziale giocavo a volley, venivo chiamata in pista a correre e provavo a tirare a canestro. In atletica facevo il salto in lungo e poi conobbi la Focolaccia di Lucca e provai lo sci di fondo. Lo sport è piacere, gioia di vivere, adoravo provare ogni disciplina per poi scegliere quello in cui mi sentivo più idonea. Cercavo di massimizzare le mie performance durante lo sforzo. Ed allora intuii che il volley sarebbe stata la mia scelta definitiva. Amavo saltare e schiacciare, proprio per questo sono arrivata ad una lunga carriera nel ruolo di banda».

Fino a 17 anni ha giocato nella Pantera entrando nella rosa della prima squadra in B2, allenata da Andrea Marselli, per poi passare alla Valdiserchio Pisa, dove aveva come compagna di squadra l'attuale centrale della Bionatura Nottolini Arianna Magnelli. Poi 2 anni a Pescia in B2, Viareggio in B2 con la Jenco ed Aulla in B2.«Di Aulla ho un bel ricordo- prosegue Cristina - vincemmo il campionato di B2 e ritrovai in squadra Arianna Magnelli, una giocatrice e donna formidabili. Un successo che mi dette una dimensione diversa, mi rendevo conto per la prima volta che era gratificante nel tempo poter dire di avere partecipato a creare qualcosa di importante». L'anno successivo passò a Livorno,mantenendo la B2 e la squadra si piazzò in quinta posizione. Poi il ritorno a Lucca. «Ero troppo distante dagli studi scolastici e da casa quindi tornai a Lucca giocando nel Lucca Volley anche se scesi di categoria disputando la C ed instaurando una contesa avvincente ed equilibrata con la Nottolini Capannori alla quale cedemmo sul finale la prima posizione per la promozione in B2». Cristina Dovichi era sempre più apprezzata come schiacciatrice, ma nello stesso tempo si dedicava anche allo studio e nel 2012 otteneva la laurea triennale in scienze motorie, alla quale dette seguito in specialistica e laurea alle magistrali, perchè insegnare era la sua massima aspirazione. Nel suo carattere ha ottime capacità comunicative e relazionali oltre ad un ottimo senso di adattamento sviluppato con lo sport, proprio per questo ha cambiato diverse squadre socializzando sempre con le nuove compagne.«Per dialogare-conferma Cristina- parlerei anche con il muro».

Intanto le sue schiacciate entrarono nel mirino della Nottolini e la sistemazione a Capannori, vicino casa, abitando a Ponte a Moriano, era un'idea allettante anche per lei.

A Capannori la sua permanenza più lunga.

«Sono stati quattro anni meravigliosi-ricorda- allenata da Becheroni che è il trainer che mi ha dato di più nel volley, non tanto a livello tecnico dove pure c'è sempre da imparare quanto sotto l'aspetto sociale ed umano: un grande coach. Con lui ho vinto un campionato di B2 ed in B1 ho ottenuto una salvezza tranquilla».

Ma il suo viaggio è proseguito. 2015-16 Pontedera in B2, 2016-17 Castelfiorentino in B2 e quest'ultima stagione la sta disputando a Fucecchio in quella che ormai sembra sia la collocazione alle sue possibilità,sempre in B2 .A livello lavorativo fa l'insegnante di sostegno all'Iti di S.Filippo in scienze motorie. Per ora soltanto supplente, ma sta continuando a studiare per vincere il concorso e guadagnarsi il posto fisso. Insegnare e giocare

a volley,dando sfogo alle sue qualità espressive e di atleta.I suoi hobby? Fare viaggi con il suo fidanzato.«Al caos ed al rumore della grande città - conclude- preferisco la tranquillità della campagna e le lunghe passeggiate. Mi rilassano mentalmente e ne avrei bisogno».



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