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Lucchese, altro tonfo: ora diventa decisiva la sfida con il Cuneo

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Lucchese, altro tonfo: ora diventa decisiva la sfida con il Cuneo

Tre punti in nove partite, quattro ko consecutivi in trasferta. Con il Piacenza pochi tiri in porta e gol beffa a 15’ dalla fine

INVIATO A PIACENZA. Tre punti nelle ultime 9 partite e una classifica che comincia a farsi preoccupante. La Lucchese esce sconfitta anche dal Garilli di Piacenza: dalla trasferta di Olbia contro l'Arzachena (19 novembre) non riesce più a vincere. E con la vittoria a sorpresa del Pontedera con il Livorno la zona playout è a un punto. Per adesso la panchina di Giovanni Lopez non è in discussione. Società e squadra sono dalla parte del tecnico romano e hanno fiducia nel suo metodico lavoro quotidiano. Nel calcio però contano i risultati e quando non arrivano a pagare per primo è sempre l’allenatore. Ecco quindi che la partita al Porta Elisa con il Cuneo diventa una sorta di spartiacque. Una vittoria scaccerebbe i fantasmi della crisi ed eviterebbe traumi e scossoni ad una squadra che ha bisogno di serenità e di chiarezza anche a livello societario. Dove non è da escludere che in tempi ragionevolmente brevi venga inserito nell’organico un direttore generale. Il nome che rimbalza in queste ore è quello di Elio Signorelli, 48 anni tra un mese, ex calciatore di serie A e B (Genoa, Barletta, Casertana) dal 2007 al 2014 a Livorno (prima team manager e poi ds) e nel 2016 una breve parentesi in Lega Pro con il Mantova. Un uomo di calcio che affiancherebbe il diesse Antonio Obbedio.

Tributo rinviato. Squadra e società avrebbero voluto tributare, nel giorno più triste, un omaggio al «Presidentissimo» Egiziano Maestrelli che con passione genuina dal 1984 (anno del suo ingresso) al 1999 (anno del suo disimpegno) resse le sorti della Lucchese conquistando due promozioni, la Coppa Italia e il ritorno in B. La dedica speciale è rinviata alla sfida interna di domenica contro il Cuneo. Perché dall’ex Galleana i rossoneri escono ancora una volta battuti: zero punti nelle ultime 4 trasferte. Ed escono tra i fischi di tifosi che imputano alla squadra mancanza di cattiveria agonistica, feroce determinazione e voglia di lottare insita nel dna del gruppo nella prima parte della stagione.

La rivoluzione. Lopez cambia modulo e interpreti. Si passa dal 3-5-2 al 4-3-1-2 con una linea Maginot formata da Espeche-Bertoncini-Capuano e Baroni, un centrocampo di cursori con Buratto a destra, Nolè a sinistra e Damiani playmaker. Davanti Arrigoni trequartista e Del Sante e Bortolussi di punta. Una formazione pronta a sfruttare gli spazi per rapide azioni di rimessa. Il Piacenza non ci casca e Franzini tiene abbassata la linea dei quattro difensori dove a spingere è il solo Masciangelo. Una partita a scacchi che nei primi 45’ frutta una sola azione degna di nota. Ed è della Lucchese. Errore di posizionamento del Piacenza dopo un corner in attacco e il neo acquisto Buratto si fa 70 metri di campo in solitudine per poi concludere appena entrato in area di rigore con un debole rasoterra che Fumagalli respinge su Bortolussi la cui conclusione a botta sicura viene respinta in corner sulla linea di porta.

La prodezza. Nella ripresa Lope inserisce Fanucchi (in panchina per problemi fisici) e Shekiladze per dare peso davanti. Ma è il Piacenza a salire. La spinta arriva da sinistra

con Masciangelo che mette in mezzo almeno 5-6 palloni invitanti. E su uno di questi - al 30’ st - Corazza in mezzo all’area con una prodezza di testa in torsione trova l’angolino più lontano da Albertoni e infila il gol che chiude la partita e apre la crisi della Lucchese.



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