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«Obiettivo B a medio termine e centro sportivo giovanile»

Parla Carlo Coscia numero 2 del club dopo la stipula del contratto preliminare Il dg Ceniccola: «Miglioreremo l’organico e per me Lopez e Obbedio restano»

LUCCA. «Abbiamo pagato la Lucchese un milione e vogliamo con un progetto a medio-lungo termine portare la squadra in serie B. A gennaio faremo 4-5 innesti nei vari ruoli per arrivare velocemente alla salvezza e poi programmare una squadra forte per la prossima stagione. Vogliamo ristrutturare il settore giovanile tanto che io sarò il nuovo responsabili e c’è l’idea forte di trovare una zona per costruire un centro sportivo». Parla con grande enfasi Carlo Coscia il numero 2 della nuova Lucchese, pisano, laureato in giurisprudenza con il nuovo presidente l’avvocato Michele Cioni referente di una cordata che ha già versato 100mila euro al club rossonero (serviti per pagare, almeno in parte, stipendi e contributi?) e che, attraverso un preliminare d’acquisto, ha messo una serie ipoteca sull’acquisto dell’80% delle quote dell’As Lucchese Libertas possedute da «Lucchese Partecipazioni». Anche se per la conclusione definitiva della cessione sarà necessaria la presentazione di garanzie reali che dovrà avvenire entro 20 giorni dal 14 dicembre. E soprattutto, codice civile alla mano, serve un passaggio dal Cda per vendere l’80% delle quote anche in considerazione che non è stato ancora depositato in copia ai soci il bilancio di esercizio al 30 settembre 2017. Per quanto riguarda invece il rimanente 12% (10% Lucca United, 1% Moriconi, 1% Micheloni) la quota riservata all’azionariato popolare in caso di ricapitalizzazione resterà inoptata mentre Moriconi, attraverso Città Digitali, e forse Micheloni confermeranno le loro quote.

La cordata pisana. Basta riprendere le edizioni di settembre de «Il Tirreno» per leggersi della cordata romana con Michele Cioni e Carlo Coscia che avevano già individuato il loro staff nelle persone del dg Enrico Ceniccola, già guardialinee in serie A con l’arbitro De Santis e già tesserato del Savona (squalificato dalla Figc per sei mesi) e del Messina e del figlio di Adolfo Anconetani, Matteo, titolare di un ristorante a Pisa, come team manager. L’ipotesi - che qualcuno frettolosamente giudicò «suggestiva» - adesso è in dirittura d’arrivo: «Lavoravamo all’ingresso nella Lucchese già da luglio. - dice Carlo Coscia - e quindi abbiamo visto all’opera gli attuali dirigenti del club. Siamo pronti per far bene in una piazza importante come Lucca con un brand di altissimo livello e che merita assai più delle oltre duemila presenze allo stadio. Il nostro obiettivo è di riportarla in serie B».

Allenatore e diesse. La domanda sorge spontanea: che fine faranno Lopez e Obbedio? «Ho letto e sentito parlare di Cuoghi. È un amico, ma Lopez è e resta il nostro allenatore. Ci ho parlato ieri (oggi per chi legge) ed è vicino alla nostra idea di calcio. Un tecnico preparato come pochi che con una squadra non eccelsa riesce a vincere contro un maestro di calcio come Baldini. Per noi il mister è intoccabile. E la sua bravura l’abbiamo notata specie quando mancava Fanucchi. Il diesse ha fatto un lavoro egregio in sede di calciomercato. Per noi entrambi sono punti fermi e devono rimanere. Certo è che chi entra vuol mettere suoi uomini e quindi arriverà un direttore generale mentre io mi occuperò del settore giovanile». Il motto, a parole almeno, è continuità aziendale. Sperem.

Ceniccola e Belardelli. Il cronista fa il suo mestiere. E i nomi di Ceniccola e Belardelli, il primo come direttore generale e il secondo come socio occulto, non tardano a finire in mezzo alla conversazione telefonica: «Belardelli? Ma dove abita? Ce lo faccia conoscere. In Moldavia? In questa avventura ci sono io che ho messo soldi miei, l’amico Cioni e altri imprenditori. Ceniccola? Prematuro fare dei nomi. Di certo il direttore generale che arriverà è in contatto, come del resto lo sono io, con tante scuderie di procuratori e giocatori italiani e stranieri, giovani e meno giovani. Vi assicuro: faremo un grande lavoro. Contro il Siena se ci riesco vorrei coinvolgere i ragazzini di società sportive delle zona e invitarli allo stadio l’antivigilia di Natale quando giocheremo con il Siena. Puntiamo molto sul settore giovanile. Anzi, visto che abbiamo le spalle larghe e mettiamo sul piatto un milione stiamo cercando dei terreni per fare un centro sportivo perché è avvilente e mortificante vedere le formazioni minori della Lucchese giocare sui campetti».

La palla a Ceniccola. Detto che il tandem Cioni-Coscia non sarà al Garilli di Piacenza, una mezza conferma della presenza nel club di Ceniccola arriva dallo stesso ex guardalinee: «Il mio coinvolgimento è prematuro. La realtà è diversa da quella che appare. Comunque nel caso in cui fossi io il nuovo dg della Lucchese innanzitutto confermerei il tandem Lopez-Obbedio, ognuno con le sue competenze. Se arrivo in una squadra quinta-sesta in classifica, che ha una buona struttura non vedo perché devo stravolgerla. Semmai cercherò di migliorarla compatibilmente con quel che offre il mercato. Se lei segue il calcio da tempo e non ne dubito saprà bene che a gennaio non si fanno grandi affari. Non vendiamo fumo: vogliamo fare calcio importante e in due anni provare ad andare in
B. I giovani? Se una squadra non riesce ad avere almeno 200mila euro di valorizzazione da prestiti o minutaggio non va neanche presa in considerazione». La domanda sorge spontanea: vuoi vedere che Il Tirreno ci aveva azzeccato anche stavolta e che Ceniccola è il nuovo dg rossonero?

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