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Lucchese, serve la grande impresa

Contro la super Alessandria in ripresa va in campo una formazione priva di cinque titolari

La Lucchese di Lopez ci ha abituato a grandi imprese. La vittoria ad Arezzo, il pari con il Pisa grandi firme, il derby ribaltato con la Carrarese e il punto conquistato in un campo ostico come quello di Viterbo. Gare giocate su ritmi alti, con qualità, intensità e geometrie. Soprattutto in condizioni di inferiorità tecnica rispetto agli avversari. Quasi un marchio di fabbrica quello di mettere in crisi formazioni blasonate e ricche di calciatori di categoria superiore. Ma stavolta contro l’Alessandria - ancora molto indietro in classifica, ma reduce da un sonoro 4-0 con la quarta della classe e con l’organico al gran completo - le difficoltà aumentano. Perché la Lucchese è priva di due terzi della difesa titolare (Capuano e Baroni, in panchina), di un centrocampista duttile come Nolé e di 2 delle 4 punte (Del Sante e Bortolussi) tanto da costringere Lopez a far debuttare in panchina
il baby Aufiero, 17 anni. Dall’altra parte scorrendo la formazione vengono i brividi: Agazzi, Gozzi, Gazzi, Gonzales, Cazzola, Sestu. Gente con centinaia di partite in A e B. Serve un altro miracolo. Se questa squadra dovesse riuscirci non basterà la standing ovation.




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