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Da campionessa di softball a mamma a tempo pieno

L’atleta ha indossato la maglia azzurra, vinto un Europeo e un tricolore Juniores «A 24 anni smisi per fare la commessa: oggi gli inning più belli sono i miei figli»

LUCCA. Fra coloro che hanno indossato la maglia azzurra nel softball e vinto un tricolore, sia pure da Juniores, ma soprattutto un campionato Europeo con la Nazionale, c'è Veronica Pieretti.

Oggi trentanovenne e mamma di due bambini, Veronica da ragazza aumentò nella crescita la propria autostima dedicandosi al softball, uno sport che l'ha formata e che ha utilizzato per dare sfogo alla sua esuberanza giovanile ed alla sua aggressività. Non le fu difficile addentrarsi in questo mondo, per la dedizione che aveva a socializzare con le compagne. Il tutto iniziò nei primi anni Novanta quando frequentava le scuole medie di San Leonardo in Treponzio.

A darle l'indirizzo sportivo fu l'insegnante di educazione fisica Patrizia Tolomei, anche allenatrice della squadra che militava in serie A, la Woodstock che aveva come presidente il marito Giovanni Moroni.

«Fu per me amore a prima vista -dice Veronica- imparai velocemente le regole del gioco e scelsi il ruolo di lanciatrice, perché è quello che comanda le operazioni sul diamante. La mia fortuna fu quella di avere come ricevitrice Federica Frediani. Siamo cresciute assieme ed il suo guantone era sempre in sincronia con i miei movimenti».

Una atleta promettente Veronica che si affidava al preparatore atletico Francesco Ristori e alla palestra Auser di Marlia per aumentare la sua massa muscolare con i pesi ed esercizi a corpo libero per rendere i suoi movimenti più agili.

I trionfi. Con la Woodstock Capannori vinse da Juniores lo scudetto nel 1995, prima di entrare in pianta stabile nella prima squadra, che allora si allenava e giocava nel campo di Capannori vicino a dove si trovano le piscine comunali. «Il mio idolo era Chiara Petracchi che me la trovai compagna di squadra in azzurro. Lei era veramente la regina del softball. Era vicino il mio più grande successo in carriera. Con la Nazionale seniores fui convocata ai campionati europei di Praga 1997 dove spezzammo l'egemonia tradizionale dei Paesi Bassi conquistando il titolo. Quella vittoria, anche se avevo giocato pochi innings, generò in me un'emozione mai provata prima. Ricordo i molti festeggiamenti e riconoscimenti della FIBS e diverse feste private in nostro onore.

«Avevo raggiunto il culmine della carriera: giocavo in serie A, avevo vinto lo scudetto Juniores ed ero campionessa europea con la prima squadra della Nazionale».

Tanta gloria, tante emozioni. Ma una carriera non molto lunga per Veronica Pieretti che chiuse con l’agonismo nel 2002. L'ultima stagione fu mandata in prestito nel Sesto Fiorentino in serie B. E così dopo aver calcato i diamanti più importanti come Milano, Parma, Bollate, Nuoro ed aver girato il mondo con la Nazionale italiana a soli 24 anni la scelta di Veronica di dire basta con il softball. «Mi fidanzai con Pietro Ansaldi con il quale mi sono sposata nel 2011. Il softball non è uno sport remunerativo e nemmeno un fenomeno sociale, almeno in Italia, di vaste dimensioni. Non potevo quindi trasformare la mia passione in attività professionale. Così, appena attaccate le scarpette al chiodo, entrai a lavorare come commessa al "Megasport"di Marlia cominciando a guadagnare i primi stipendi».

Da campionessa a mamma. Veronica Pieretti si dimostrò oltre che aggressiva anche umile e disponibile diventando una buona commessa. Nel 2005 entrò a lavorare per il franchising Piazza Italia, nel negozio di Cascina come responsabile di reparto che ha esercitato fino a giugno dello scorso anno quando ha deciso di fare esclusivamente la mamma. «Ho due figli: Edoardo di 5 anni e Lorenzo di 2 anni e mezzo ed ora sono loro la mia più grande gioia. Non c'è inning che tenga: l’emozione nel vederli crescere è una cosa troppo bella. Edoardo è sportivo, fa nuoto e karate e mi assomiglia tanto. Lo scorso anno volli riprovare il clima del softball facendo un allenamento con le Pantere di Lucca. Ebbi un vuoto dentro, ricordandomi i trionfi azzurri. Poi però pensai: sono troppo vecchia a 39 anni per ricominciare. Eppoi non avrei nemmeno la possibilità di allenarmi tutti i giorni come facevo da ragazza. Non nego che ogni tanto sento il desiderio di rifare una partitella tra amiche, ma non ho più contatti e legami. Ognuno ha la
sua famiglia ed i suoi impegni».Veronica Pieretti, una star del softball che ha giocato quando nel Woostock arrivarono le prime straniere a Lucca. Una che lei ricorda è Jacqueline Wise,il jolly della squadra, una testimonial dello sport, assieme al baseball, più popolare d’America.


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