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Landucci maestro per un giorno dei giovani calciatori in erba  

Il vice di Allegri alla Juventus pluriscudettata arriva allo stage Imparando Foowel organizzato a Corfino  e con grande disponibilità si è divertito ad allenare i 44 ragazzini che partecipano al camp in Garfagnana

LUCCA. Marco Landucci, 53 anni, ex portiere azzurro (7 presenze) e numero 1 della Fiorentina negli anni Ottanta, lucchese doc e secondo di Max Allegri alla Juventus pluriscudettata si è presentato ieri mattina alle 9,30 sui campi di Corfino, assieme all’amico Gigi Pirito (dirigente del San Filippo), per passare una giornata allenando e divertendo i 44 ragazzi che stanno partecipando allo Stage Imparando Foowel organizzato da Toscanagol, tutto dedicato al mondo del portiere. Con Marco Landucci anche il figlio Nicolò, 12 anni, un presente come tennista e un futuro magari seguendo le orme paterne. Il collaboratore tecnico numero 1 di Allegri (lo segue dai tempi del Grosseto in C1) non ha certo dimenticato i suoi debutti nel S. Alessio e poi nelle Viareggio e nelle giovanili della Fiorentina dove ha debuttato in serie A ed è diventato un portiere di fama internazionale. Un abbraccio con l’amico Davide Quironi, ex portiere della Lucchese negli anni d’oro e direttore dello stage, poi la conoscenza con i ragazzi orgogliosi di poter aver vicino uno dei protagonisti della Juventus. Proprio con l’organizzazione di atuttocampolive (ora Toscanagol) condivise l’esperienza di uno Stage estivo diversi anni fa. Completino grigio con logo Juventus, si è presentato in campo con la solita umiltà. Il giornalista Gino Mazzei, promotore dello stage, ha presentato ai ragazzi Landucci tracciando la sua carriera di calciatore che molti non potevano conoscere vista la loro giovane età. Lo stesso Landucci ha parlato della sua “seconda vita” quella coincisa con la collaborazione nata con Massimiliano Allegri e le soddisfazioni di poter lavorare prima con il Milan e poi la Juventus, con tanti scudetti vinti. «Ho avuto fortuna. - ha detto Landucci - Ma la fortuna va aiutata e se non si è all’altezza in certi posti non si resta a lungo».

In campo si è divertito come un matto ad allenare i ragazzini, dando consigli e parlando in continuazione, incitandoli a comportarsi in un certa maniera. E alla fine quasi una lezione teorica sui movimenti da tenere davanti ad una porta e alla sua “filosofia” del ruolo con i ragazzi posti in semicerchio a seguirlo con grandissimo interesse e gli occhi fissi su quel totem del calcio. Quindi un’altra raffica di domande e poi qualche minuto dedicato al figlio Nicolò che mostra una tecnica già interessante, buon sangue non mente, con il papà che gli effettua una serie di tiri e lo consiglia su come tuffarsi e respingere. Quindi il pranzo all’Hotel California, base strategica dello
staff di Imparando Foowel. Al termine le consuete foto di rito con tutti i partecipanti e poi Marco Landucci a bordo della sua jeep è ripartito alla volta di Lucca salutando gli amici che hanno apprezzato la semplicità e la schiettezza di uno che non ha mai perduto il suo equilibrio.

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