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Andrade e Le Mura stanno per separarsi

Dopo tre stagioni si dividono le strade della giocatrice e della squadra, guidata dal coach che portò Mery in Italia

LUCCA. Mery Andrade e il Basket Le Mura stanno per separarsi. Ormai la strada sembra tracciata, difficile che si torni indietro. Dopo tre stagioni in cui la portoghese, 37 anni compiuti lo scorso 31 gennaio, ha preso e tenuto per mano la squadra, disputando 98 partite con la maglia biancorossa, il rapporto si conclude e si spezza così quel filo che lega la giocatrice con il coach Mirco Diamanti, l’allenatore che aveva voluto portarla in Italia dopo averla vista giocare con la sua Nazionale.

Nell’estate del 2010, subito dopo aver ottenuto la promozione in A1 (ma forse anche prima, visto che Andrade era già al Palatagliate per l’andata della finale contro Cagliari), la giocatrice originaria di Capo Verde è stato il primo obiettivo, la prima scelta del coach, la prima pietra su cui impostare la squadra che avrebbe affrontato da matricola la massima serie. E Mery è stata importante, per esperienza, leadership, carisma. E’ diventata subito il punto di riferimento per le compagne e un idolo per i tifosi, che l’hanno sostenuta e acclamata.

Una giocatrice disposta al sacrificio, come avvenne in occasione della sfida salvezza contro quella Napoli di Imma Gentile. La numero 10 biancorossa si infortunò in garadue dei playout in Campania. Un infortunio serio, che ne mise in forte dubbio la presenza in campo nella decisiva garatre. Un’altra non ce l’avrebbe fatta, non avrebbe rischiato. Ma Andrade strinse i denti e grazie alle cure dello staff medico riuscì a giocare quella partita, vinta in volata dalle biancorosse. Le sue lacrime finali, abbracciata al “suo” coach, a quello che ha sempre definito un secondo padre, furono più significative di tante parole.

Poi la seconda stagione, con le grandi sfide contro Famila e Taranto, lo scontro con Nadalin a Schio, l’impresa di garatre della semifinale scudetto al Palamazzola e ancora in quell’occasione un’immagine simbolo, un clic che la ritrae di nuovo insieme a Diamanti mentre escono dal parquet stravolti dalla fatica dopo quel trionfo memorabile su un campo che nessuno aveva violato.

Quindi l’ultimo campionato, con una squadra cresciuta nella consapevolezza delle sue possibilità, che raggiunge la finale di Coppa Italia e quella per lo scudetto. Mery però arriva in fondo della stagione non al meglio delle sue possibilità, sulla serie finale non lascia il segno. Il giorno successivo a garatre, quella che consegna lo scudetto a Schio, lascia il gruppo e la città. Una mossa poco gradita nell’ambiente e anche dai tifosi, che avrebbero voluto Mery presente alla festa di fine stagione.

Poi la pianificazione del prossimo campionato. Costerà molto, moltissimo a coach Mirco Diamanti l’eventuale rinuncia alla sua scoperta, al punto che – nella ipotetica formazione della nuova squadra

– si arriva anche a ipotizzare un utilizzo da 4 della portoghese. Una possibilità che ora sembra destinata a non concretizzarsi.

Difficile che Andrade resti a Lucca. Si chiude una piccola era, a meno di un imprevedibile ripensamento nei prossimi giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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