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L’As Lucchese è fallita All’asta logo e marchio

La decisione presa ieri mattina dai giudici del tribunale, secondo crac in 40 mesi Sulle spalle del club pesavano vari decreti ingiuntivi. Ora la radiazione dalla Figc

LUCCA. A tre anni e quattro mesi dal primo fallimento l’As Lucchese Libertas 1905 cessa di esistere una seconda volta. Ieri mattina i giudici del tribunale fallimentare (presidente Giulio Giuntoli, a latere Giacomo Lucente e Carmine Capozzi) con la declaratoria fallimentare hanno messo la parola fine a una telenovela che andava avanti ormai da diversi mesi.

Il giudice delegato Giacomo Lucente ha nominato come curatore fallimentare il ragioniere-commercialista Andrea Murri, 58 anni, con studio a Viareggio fissando per il 3 luglio alle 9 l’assemblea dei creditori per esaminare lo stato passivo attraverso i libri e le scritture contabili.

La decisione. Il Tirreno - esattamente come nel 2008 - aveva ipotizzato l’epilogo della vicenda, nonostante gli attacchi pesanti del liquidatore del club rossonero.

Non c’è stato neppure bisogno di ottenere la documentazione richiesta dalla procura per accogliere la richiesta di fallimento. Il pubblico ministero Piero Capizzoto, per rafforzare l’istanza di fallimento, nelle note integrative aveva chiesto al tribunale di accertare la reale consistenza del credito depositato in Lega Pro e di richiedere al Comune di Lucca il reale valore e la destinazione d’uso dei terreni di San Donato: ma questi dati non sono stati indispensabili al collegio per decretare il fallimento.

Il verbale dell’assemblea. È bastato leggere la documentazione del verbale dell’assemblea dell’As Lucchese Libertas del 27 luglio 2011 per far decidere i giudici: bilancio negativo per 3 milioni e 938.428 euro, azzeramento del capitale sociale e debito residuo pari a 1 milione e 639mila euro.

Soprattutto, ai giudici è bastato leggere la relazione del liquidatore Vladimiro Covili Faggioli che contesta l’insolvenza sostenendo di vantare crediti in Figc superiori a 600mila euro senza fornire documentazione a sostegno dell’esistenza reale del credito. Covili Faggioli, infatti, ha prodotto come unico attestato soltanto l’iscrizione al campionato dilettanti di Terza Categoria, il più basso di tutto il panorama calcistico dilettantistico.

Somme perse. Oltretutto l’As Lucchese Libertas non iscrivendosi al campionato di Prima Divisione ha perso consistenti somme che sarebbero state erogate dalla Figc in accordo con la Lega Pro soltanto in caso di partecipazione al campionato professionistico (si parla di una cifra che si aggira sui 200-250mila euro).

Si è rivelata, invece, infondata la contestazione del credito azionata dalla Sixtus Italia. La società di medicinali e prodotti farmaceutici per lo sport, infatti, invece di ricorrere a un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento della somma avanzata, in seguito alla fornitura di prodotti, ha presentato immediata istanza di fallimento.

Un altro crac. Dopo il crac legato alla gestione di Fouzi Hadj (un buco accertato di oltre 7 milioni di euro) arriva quello della gestione Nice srl-Valore (80% della società) e Cipriano Costruzioni (20%).Due fallimenti in 40 mesi per l’As Lucchese Libertas 1905 che batte perfino il record che apparteneva al Cosenza Calcio (4 anni da una gestione fallimentare a un’altra). La fine della Libertas appariva scontata da mesi. Da quando, il 4 ottobre era stato nominato come liquidatore Covili Faggioli, già amministratore delegato del Piacenza.

I decreti ingiuntivi. Sul club rossonero pendevano vari decreti ingiuntivi emessi da diversi creditori: il commercialista Mauro Paolinelli (che aveva chiesto, senza ottenerlo dal tribunale, il fallimento della Lucchese lo scorso settembre) per una notula di 66.541 euro per consulenze svolte in favore di Valore e Cipriano Costruzioni per lo studio di fattibilità dello stadio; l’Italstrade di Brescia per affissioni pubblicitarie per 12mila euro per conto della Sporting Lucchese nel periodo 2008-2010; la Check Service srl di Prato per affissioni oltre 13mila euro sempre per la Sporting Lucchese;

la Banca del Monte Cassa di Risparmio di Genova per un credito di 84mila euro come recupero di uno scoperto bancario intestato all’As Lucchese Libertas autorizzato a garanzia fideiussoria ed emesso dalla Cipriano Costruzioni;lo studio legale Mattia Grassani per notule pari a 62mila euro nell’ambito dell’attività svolta a favore della Sporting Lucchese dal 2008 al 2010.

Ci sono poi due decreti ingiuntivi al tribunale del lavoro relativi ai calciatori Luca Hemmy (valore 7.800 euro) e Luca Raffi (8.953 euro).

Si tratta di decreti ingiuntivi ai quali l’As Lucchese Libertas aveva presentato opposizione senza sborsare un euro.

I terreni di San Donato. Nella sua relazione, il curatore Covili Faggioli aveva valutato i terreni di San Donato, acquistati dalla società nella speranza di costruirci il nuovo stadio, un milione e 200mila euro.

La stima di partenza era firmata dall’ingegner Lisandro Gambogi ed era stata portata a bilancio della Lucchese il 30 giugno 2011. Ma su questi terreni grava un’ipoteca che si è consolidata della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno a garanzia di un mutuo finanziario erogato alla Società Sviluppo Sportivo (Valore e Cipriano) per l’acquisto delle aree che avrebbero dovuto ospitare il nuovo impianto. Impossibile da realizzare per i tanti vincoli, compreso quello idrogeologico.

Nonostante questo, il liquidatore, aveva cercato di vendere questi terreni trovando come unico acquirente un agricoltore che li avrebbe pagati 70mila euro.

Per il logo e il nome della società, invece, all’epoca non erano pervenute offerte al liquidatore dell’As Lucchese Libertas che il 15 novembre 2011 aveva nominato come procuratore speciale Federico Della Bidia, 40 anni, residente a Lugliano.

Gli scenari futuri. Il commercialista Murri è già a lavoro. Da ora in poi sarà lui a disporre dei beni della Lucchese.

Non potrà entrare o uscire un euro senza il suo assenso. Dovrà gestire quello che resta della compagine societaria nel tentativo di ottenere più liquidità possibile (al di là dei crediti in Figc, forse meno di 200mila euro) per saldare erario, dipendenti e fornitori.

Il destino della squadra. E la squadra che milita in Terza Categoria? Il suo futuro dipende dai calciatori.

Possono anche continuare, a loro spese, finché la mannaia della Figc si abbatterà sull’As Lucchese Libertas 1905 decretandone, regolamento alla mano, la radiazione dal calcio.

Logo e marchio. Per quanto riguarda logo e marchio saranno messi all’asta dal curatore fallimentare.

L’Fc Lucca 2011, che ha appena vinto con largo anticipo il campionato di Eccellenza e che il prossimo anno sarà protagonista nel torneo di Promozione, è interessata a rilevarli, ma senza svenarsi.

Perché i 50mila euro spesi nell’aprile 2009 dall’allora presidente Giuliano Giuliani sono stati considerati eccessivi. E oggi, il nome e il logo, con il nuovo fallimento, si sono ulteriormente svalutati. Per cui valgono meno dei 50mila euro del 2009.

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