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I memorabili gol rossoneri di Vescovi e Tramezzani messi a segno all'Arena

Da incorniciare anche le reti realizzate da Colacone e più di recente da Noviello, autore di una doppietta

 LUCCA. Oggi e domani la Lucchese si allenerà all'Acquedotto mentre mercoledì e giovedì seduta sui campi del Tau ad Altopascio. Assenti - oltre agli infortunati di lungo corso Costantini e Michelotti - anche Galli (stiramento), Lollini (sarà sottoposto a un'ecografia al flessore della coscia destra) e Cardona (problemi a un ginocchio). I tre però dovrebbero recuperare in vista del match con il Pisa. Sicuro assente il bomber Marotta (squalificato) con mister Paolo Indiani (un ex) alle prese con la sua sostituzione. Tre le possibili alternative: Taddeucci impiegato come vice Marotta accanto a Crocetti, il pisano Hemmy (è di Cascina) largo con Crocetti centrale oppure un cambio di modulo con Grassi accanto a Crocetti e Pani a fare il trequartista. di Luca Tronchetti  LUCCA. Ci sono partite che valgono più dei tre punti in palio. E ci sono vittorie esterne che vanno al di là della media inglese e della posizione in classifica. Per Lucca calcistica espugnare l'Arena Garibaldi oggi Arena Anconetani equivale a compiere un'impresa che resta scolpita negli annali e nei cuori dei tifosi. La rivalità con Pisa affonda le sue radici nella storia e nella cultura delle due città divise dal foro e dai primi del Novecento il derby tra le due squadre di calcio è diventato il momento di confronto più atteso dell'anno. Senza andare troppo lontano nel tempo negli ultimi 50 anni la Lucchese è andata a vincere sul campo dei nerazzurri soltanto 5 volte in 22 partite disputate all'Arena Garibaldi. Vittorie storiche, momenti esaltanti,rievocati da chi c'era durante gli incontri conviviali nei punti di ritrovo dei tifosi con i più giovani che sognano di rivivere in futuro le stesse emozioni. Ecco nel racconto dei protagonisti di allora quei cinque successi in trasferta.  IL GOL DIMENTICATO . Negli anni Sessanta e sino a metà degli anni Settanta soltanto sconfitte e tre pari. La vittoria arriva nella stagione 1974-75. È il 27 ottobre 1974, la squadra diretta dal compianto Ezio Volpi è seconda in classifica dietro alla capolista Modena. A segnare il gol del successo è l'attaccante scelto dal ds Claudio Nassi per vincere il campionato: Piero Basili, classe 1947, 12 gol l'anno precedente con il Vigevano. Oggi Basili vive a Savona e fa l'imprenditore edile: «Quel gol non lo ricordo davvero. Rammento bene invece quell'annata. Vincemmo subito contro il Rimini, una delle favorite, e sino a quano Volpi rimase in panchina ci esprimemmo al meglio stazionando nelle posizioni di vertice. Giocavamo bene, costruivamo tanto, ma segnavamo poco. Io non resi come nelle aspettative per un ginocchio ballerino che si gonfiava sempre». A rinfrescare la memoria al suo ex compagno di squadra il mediano Ermanno Bosetti, oggi pensionato ad Alpignano (Torino) dopo aver lavorato per 25 anni in Fiat: «Espugnammo l'Arena Garibaldi con un gol di testa di Basili nella ripresa (19' st). Ricordo che ci seguirono 3000 tifosi, che eravamo secondi a due punti dal Modena e che per tutta la settimana gli sportivi ci fermavano per offrirci da bere. Un ambiente stupendo, un inizio entusiasmante. La società sbagliò ad esonerare Volpi dopo una sconfitta a Chieti. La squadra si sfaldò dividendosi in due gruppi e alla fine arrivammo a centroclassifica».  IL GOL INDIMENTICABILE . Quella rete a distanza di 33 anni se la ricordano tutti. 19 febbraio 1978, la stagione magica. Quella del testa a testa contro la Spal, dell'emozione dei 5000 a Ferrara, di una serie B sfiorata dopo anni di anonimato o quasi. All'Arena Garibaldi i rossoneri escono due ore dopo il fischio finale scortati dalla polizia. Con quei tre punti la Lucchese diventa la principale antagonista della capolista Spal. A segnare fu un centrocampista: Luciano Vescovi. Un gol direttamente dalla bandiera del calcio d'angolo a un quarto d'ora dal termine. Vescovi oggi ha 59 anni e dopo aver allenato una dozzina di squadre tra C e D (tra le altre Frosinone, Siena, Cremapergo, Poggibonsi, Gladiator) lavora come segretario in un ingrosso di casalinghi a Frosinone. «C'erano 16mila spettatori - racconta Vescovi, un centromediano alla Pirlo (logicamente con meno classe) - e quasi 4mila ci avevano seguito da Lucca. Io ero in panchina. Con il tecnico Meregalli non legavo, ma accettavo le sue decisioni senza discutere. Scocca il 65' e il mister mi manda dentro al posto di Gaiardi infortunato. Sino a quel momento il Pisa aveva colto una traversa ed era stato più incisivo. Fisicamente stavamo bene e nel finale abbiamo spinto con maggior determinazione. A un quarto d'ora dal termine Novelli tira una mina da 20 metri con Ciappi che vola a deviare in angolo. Vado a batterlo io: volevo effettuare un tiro cross. Calcio ad effetto d'interno sinistro e la sfera scavalca un difensore nerazzurro piazzato sul primo palo e s'infila alle spalle del portiere. Una gioia incontenibile». In tribuna i tifosi del Pisa non gradirono, in piazza Grande e per le vie del centro cittadino cortei di auto, bandiere al vento e tanto entusiasmo. «Usciti dall'Arena partimmo subito in ritiro all'Abetone per preparare la gara successiva al Lungobisenzio con il Prato. - conclude Vescovi - Il giorno dopo i miei compagni e una delegazione di tifosi per festeggiarmi mi seppellirono sotto la neve. Un gesto affettuoso che rischiò di farmi prendere una polmonite».  IL GOL DELL'ANNO . Lui, Paolo Tramezzani, quella rete la ricorderà per tutta la vita: è stata la prima tra i professionisti. Ma quel gol che stese il Pisa all'Arena Garibaldi salvò una stagione deludente dopo gli anni fantastici targati Corrado Orrico. Campionato 1991-92, serie B, allenatore Marcello Lippi. Si gioca il 5 aprile 1992 con i nerazzurri superfavoriti e in corsa per la promozione in A. Pronti, via e a sorpresa la Lucchese passa in vantaggio. Segna di testa sugli sviluppi di un corner «ruspa» Russo. Il Pisa attacca a testa bassa, ma poco dopo la mezz'ora il biondo terzino lombardo con un missile su punizione da 25 metri infila per la seconda volta il portiere Spagnulo e manda in estasi i 2500 supporters rossoneri (10mila gli spettatori). Del tutto inutile il gol su rigore di Scarafoni nella ripresa che non riuscì a riaprire il match. «Una rete indimenticabile sotto una pioggia fastidiosa. - ricorda Paolo Tramezzani che tre anni fa ha smesso nella Pro Patria e oggi è commentatore Rai per la Lega Pro e gestisce una scuola calcio Basilio a Milano Tre - Ci avevo provato a Venezia, ma Caniato riuscì a deviare sul palo. In quell'occasione la presi bene: un siluro di collo esterno sinistro e sfera alle spalle del portiere. Ricordo quando salimmo sul pullman per far ritorno a Lucca: al di là del foro si era formato un carosello di auto e motorini con bandiere rossonere che ci accompagnarono sino al Porta Elisa e anche lì trovammo decine di supporters che intonavano cori in nostro onore. La squadra sino a quel momento aveva un po' deluso rispetto ai trionfi del passato e quella vittoria contribuì a stemperare gli animi e a dare un calcio alle polemiche».  I DUE GOL DEL CONIGLIO . Il Natale più dolce per Lucca calcistica. Stagione 1999-2000, nerazzurri lanciati nei primi posti, rossoneri appena rigenerati dalla cura dell'Omone.  Protagonista della storica vittoria del 23 dicembre 1999 all'Arena Garibaldi (1-3), l'attaccante Roberto Colacone alias «Il coniglio bagnato» come l'aveva ribattezzato non appena tornato in panchina Corrado Orrico: «Mi punzecchiava, ma in realtà mi voleva un gran bene. - rammenta Roberto Colacone, 36 anni, attaccante della Cremonese - Ero un suo figlioccio e attaccandomi mi spronava a fare sempre meglio.  «Con il suo avvento, sino a quando non mi feci male, segnai a raffica (alle fine 14 reti). La gara di Pisa fu il capolavoro di quella stagione. Andammo sotto all'inizio, ma attraverso un gioco spumeggiante e una convinzione atletica invidiabile ne facemmo tre. Io segnai una doppietta (la terza rete fu di Lombardini).  «Pareggiai grazie a un assist di Toscano dalla sinistra con una girata in mezzo all'area di rigore che s'infilò alle spalle di Rosin.  «E nel finale del primo tempo realizzai il gol del sorpasso su invito di Lombardini che, anzichè tirare sul portiere in uscita, mi passò una palla facile da mettere dentro. Una vittoria che suscitò un entusiasmo incredibile in città. Io abitavo a Borgo Giannotti e lunedì al bar vicino casa mi fecero trovare una sontuosa colazione».  I GOL DELLA METEORA . L'ultima impresa all'Arena Garibaldi è firmata da una meteora: Giorgio Noviello, classe 1984, oggi in forza alla Ternana. Nove partite e tre reti in rossonero, ma soprattutto una doppietta in casa dei cugini nerazzurri. Stagione 2004-2005. All'ultimo minuto del mercato di riparazione, perso Masini, il ds Antonio Magli pesca, tramite il procuratore Moreno Roggi, un attaccante sconosciuto di proprietà della Lodigiani: Noviello. Non lo conosce nessuno. Neanche il tecnico Walter Nicoletti che, giustamente, si arrabbia. La Lucchese è inguaiata, lotta per evitare la C2, il Pisa vede ancora possibile agganciare il treno playoff. Il derby all'Arena si gioca a metà settimana. Ci sono 150 tifosi rossoneri al seguito che, con la squadra priva del bomber Carruezzo, sono pronti al peggio. Specie quando i nerazzurri vanno in vantaggio con un colpo di testa di Melucci. È finita mormorano i più scettici. Invece nella ripresa sale in cattedra lo scugnizzo rossonero. Prima ruba palla in velocità all'esperto Ogliari e dal limite lascia partire una rasoiata che s'infila nel sette alla sinistra di Puggioni: è il suo primo gol in C1. Ma non ha nemmeno il tempo per rendersene conto che realizza il secondo gol che regala i tre punti: l'attaccante su un pallone vagante taglia verso il centro, aggira un difensore, si presenta da solo dalle parti del portiere che supera in uscita con un pallonetto degno del miglior Simonetta facendo ammutolire l'Arena Garibaldi con i 150 tifosi rossoneri che festeggiano stropicciandosi gli occhi. Alla fine la Lucchese si salvò con 90' d'anticipo e il Pisa, con quel ko, diede addio agli spareggi promozione. «Quel giorno ho vissuto la favola del Brutto Anatroccolo diventando un idolo del tifosi. - ricorda Noviello visto quest'anno al Porta Elisa con la maglia degli umbri - Dopo la prima rete andai sotto la tribuna dove c'erano i miei genitori ricevendo gli insulti dei
supporters di casa. Mi sarebbe piaciuto indossare anche negli anni successivi la maglia rossonera. Ma non fu possibile. La società passò di mano (da Grassi ad Hadj) e io non rientrai più nei piani. Quei sei mesi restano però i più belli e quella doppietta l'unica in trasferta della mia carriera».

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