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Chadi, il leader del centrocampo
specialista in doppie promozioni

E' l'anima di una Lucchese che, già campione d'inverno, ha doppiato la boa di metà cammino a 36 punti e si avvia a conquistare una storica doppia promozione. Un evento che Cheik Merai, per tutti Chadi, ha già vissuto nel 2005 con la Massese targata Paolo Giovannini.

LUCCA. E' l'anima di una Lucchese che, già campione d'inverno, ha doppiato la boa di metà cammino a 36 punti e si avvia a conquistare una storica doppia promozione. Un evento che Cheik Merai, per tutti Chadi, ha già vissuto nel 2005 con la Massese targata Paolo Giovannini.

L'onnipresente centrocampista siriano, 33 anni, con 17 presenze e 1509 minuti, è il calciatore rossonero che è stato più volte in campo ed uno dei sempre presenti nella categoria. Un punto di riferimento insostituibile quanto ad esperienza, acume tattico, grinta, attaccamento alla maglia, capacità di trascinare la squadra. Favarin lo farebbe giocare anche zoppo e lui non si tira mai indietro come contro la Colligiana quando è sceso in campo dopo essere stato a letto con la febbre fino a poche ore prima. Il mediano di Lattaqui parla del nuovo modulo, di un primato che dura da 430 giorni, del suo sogno calcistico di centrare un'altra promozione-bis e della sfera privata. «Ho sempre detto che Lucca è una piazza speciale e ormai mi sento lucchese. Quando indosso la maglia rossonera provo emozioni forti. Una conferma entro Natale? Io firmerei subito. Spero di incontrarmi presto col diesse Giovannini. Il mercato? Secondo me non serve niente, ma la società saprà fare le mosse giuste».

LUCCHESE SHOW Partita senza storia, dominata e vinta dai rossoneri contro una Sangiustese giovanissima. La squadra di Favarin è un rullo compressore: tre gol di pregevole fattura, un palo e almeno sei occasioni malamente sprecate. Nel nuovo modulo a tre punte e mezzo Chadi, vertice basso davanti alla difesa, esalta la sua carica agonistica. «Il nuovo schema mi piace da matti, valorizza al meglio la nostra vocazione offensiva. Stiamo giocando un calcio stellare. Adesso devo partire più dietro e aiutare la difesa, ma faccio ripartire l'azione e vado al tiro. Mi manca solo il gol. Lo segnerò nel ritorno».

Magari proprio nella gara contro la sua ex squadra: il Poggibonsi. Che i rossoneri affronteranno tra sei giorni per la prima giornata del girone di ritorno. Una trasferta facile solo sulla carta. «Sono ultimi in classifica, ma hanno fermato il Gubbio sul pari e col cambio di tecnico (Firicano per Del Rosso ndr) sono migliorati. A Poggibonsi ho trascorso due ottime stagioni vincendo il campionato di D, insieme al difensore Machetti».

FUGA PER LA C1.  La classifica sorride ancora di più alla capolista. Con il Prato che resta a -5 e il San Marino staccato di ben sette lunghezze e che domenica affronta in casa proprio i lanieri. Chadi però è pragmatico: «Nei calcoli fatti nello spogliatoio ci eravamo fissati quota 36 e ci siamo riusciti. Ma non dobbiamo pensare di avere già vinto fino a quando la promozione non sarà matematica. Basta mollare una gara e ti ritrovi qualche rivale addosso. Prato, San Marino e Gubbio possono darci filo da torcere. Nessun'altra squadra però ha la personalità, la continuità e la forza morale della Lucchese. Oltretutto tutti gli scontri diretti li avremo al Porta Elisa».

CORSI E RICORSI. Il centrocampista siriano ha il vizietto della doppia promozione. «Anche a Massa a dicembre eravamo primi con 5 punti di vantaggio dal San Marino (37 e 32 ndr) e poi alla fine fummo promossi vincendo lo scontro diretto in casa. Lo scorso anno la Lucchese festeggiò davanti al suo pubblico contro la rivale Gavorrano. Sento che anche quest'anno faremo il bis proprio al Porta Elisa. Sarebbe fantastico il doppio salto a Lucca, una città dove vorrei venire a vivere con la mia futura moglie Eleonora: ci sposeremo nel 2010».

Persona affabile, simpatica, con un accento toscanissimo, Chadi parla della sua religione. ««Sono siriano e la mia religione è quella musulmana. Ma il lavoro di calciatore non mi consente di essere praticante: niente ramadan, il digiuno islamico. E poi contano i valori umani nelle persone. In Siria ci torno a giugno a trovare la famiglia, ho due fratelli e una sorella. Ma ormai vivo in Italia da 10 anni e mi penso come un italiano».

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