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Le note di Effenberg a Venezia Le sue canzoni in “Ricordi?”

“Elefanti per cena”  e “Non mi riparo mai” nella colonna sonora del film di Valerio Mieli, vincitore di un premio al festival

LUCCA

Effenberg alla mostra del cinema di Venezia. No, il giovane cantautore lucchese non ha ancora intrapreso la carriera da regista, ma è comunque arrivato al Lido. Come? Con le sue canzoni. "Elefanti per Cena" e "Non mi riparo mai" sono state scelte dal regista Valerio Mieli per il film"Ricordi?". Un’opera interessante che ha vinto il premio del pubblico alle Giornale degli Autori e che nel cast annovera l’attore Luca Marinelli. «Siamo molto contenti per questa collaborazione – spiega Effenberg – Il film ha avuto un buon successo a Venezia e ora aspettiamo che esca nelle sale. Tutto è nato da una chiamata di un editore lucchese, Gabesco Publishing: mi ha chiesto se i brani del mio disco (Elefanti per cena, ndr) erano liberi. La BBfilm, una società di produzione con sedi a Roma e Napoli, gli aveva richiesto brani di cantautorato italiano. E, così, in mezzo ad altri, gli sono venuto in mente io. Ha fatto ascoltare i miei brani e dopo circa un mese e mezzo hanno scelto le due canzoni che si ascoltano nel film».

Un nuovo passo in avanti nella carriera di Stefano Pomponi, classe 1982, lucchese doc. Questo trentenne si è affacciato sul panorama della nuova scena indipendente italiana con il nome di Effenberg – il calciatore tedesco della Fiorentina anni ’90 – costruendosi un’identità ben precisa. Stile e voce unici, evoca paragoni del calibro di Riccardo Sinigallia, Luca Carboni, Calcutta. Nel 2014 produce il suo primo disco, venduto durante i concerti in giro per la penisola e persino all’estero (ha aperto un concerto di Dente a Parigi). Nel maggio 2017 esce l’album “Elefanti per cena”, 9 tracce (tra cui la title track) che hanno ricevuto un buon successo di critica.

«Adesso sto lavorando al nuovo album – racconta Pomponi – Sono in una fase di attesa: sto aspettando delle risposte da alcune case discografiche. Se arrivano ok, sennò si va comunque al mixaggio».

Tornando al nome d’arte preso dal cantautore lucchese, in una vecchia intervista al Tirreno, Pomponi raccontava il come e il perché di quella scelta, sorta di omaggio (o forse no) all’ex centrocampista viola, tipo altezzoso dentro e fuori dal campo, dove peraltro non brillava della luce dei fuoriclasse. «L’ho conosciuto al mare in Versilia quando ero bambino – raccontava

Pomponi – Andavamo allo stesso stabilimento balneare e presi una cotta per sua figlia. Avevo 12 anni e rimasi impressionato da questo tedescone silenzioso, che se ne stava sotto l’ombrellone a leggere la Gazzetta. A dire la verità non era neppure simpatico». —

G.P.

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