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Topi in centro: sono attratti dai sacchetti della spazzatura

Il problema è legato ai sacchi dell’umido esposti per strada Paolini: «Esche nelle fogne, ma sbucano anche dalle cantine»

LUCCA

Topi in centro storico attirati dalla spazzatura. Non è una novità, ma a quanto pare gli avvistamenti nelle vie dell’arborato cerchio sono aumentati: si verificano di buon mattino, attorno alle 6, quando le prime attività aprono i battenti. Alcune segnalazioni sono arrivate al Tirreno, poi a palazzo Orsetti e da lì a Sistema Ambiente.

Di certo non un bel biglietto da visita per una città d’arte, in questi mesi piena di turisti, che dovrebbe fare del decoro un motivo di vanto. E invece le cose vanno diversamente. A ingolosire i piccoli roditori sono, manco a dirlo, i sacchi di spazzatura che al mattino affollano le strade del centro, in particolare quelli dell’umido, all’interno dei quali finiscono i rimasugli del cibo proveniente sia dalle cucine domestiche (ma qui l’esposizione filo strada è prevista una volta a settimana) sia dalle utenze non domestiche, in particolare bar e ristoranti. Un problema che Sistema Ambiente ben conosce e che da tempo cerca di contrastare. «Quella dei topi in centro storico non è una novità – spiega Roberto Paolini, direttore dell’azienda dei rifiuti – Per contrastare la proliferazione del fenomeno abbiamo una serie di percorsi in cui una volta al mese andiamo a sistemare delle esche anti-topo nei pozzetti della fogna pubblica (ovviamente quando sono asciutti). Quando arrivano delle segnalazioni, nel giro di qualche giorno interveniamo e poi inseriamo quell’area all’interno dei nostri percorsi. Il problema – sostiene Paolini – è che molto spesso i topo provengono dalle cantine private, su cui noi non possiamo intervenire».

Il tesoro di cui vanno a caccia i roditori, come detto sono i sacchetti della spazzatura. Ma se per le utenze domestiche l’esposizione filo strada è destinata a interrompersi per la prossima installazione di cassonetti hi-tech e l’interruzione del porta a porta (si parla del 2019), per quanto riguarda i locali, la questione è più complessa. Circa 240 attività che fanno preparazione e somministrazione di cibi e bevande si sono dotate di bidoni carrellati all’interno dei quali sistemano l’organico che gli operatori di Sistema Ambiente vengono a raccogliere quasi quotidianamente. Qui non ci sono sversamenti e neppure rifiuti in bella vista, dato che l’immondizia è chiusa all’interno di una sorta di cassonetto. Il problema è che non tutti gli esercizi ne sono dotati: ci sono una cinquantina di locali (dato approssimativo) che non hanno spazi sufficientemente grandi per ospitare il bidoncino (ci vuole un locale coperto, staccato dalla cucina). E in questi casi la spazzatura viene raccolta nei sacchetti e messa per strada.

«Per risolvere il problema – prosegue Paolini – stiamo meditando di offrire a questi locali la possibilità di dotarsi di una sorta di “isola” all’esterno dell’esercizio, un bidoncino carrellato, chiuso, all’interno del quale potranno mettere l’umido per tenerlo riparato e magari impedire ai topi

di arrivarci. Ma al momento – conclude – credo che il problema dei topi sia legato anche alla spazzatura esposta dalle utenze domestiche». Chi volesse segnalare situazioni di questo tipo può intervenire sulla pagina “Ambiente sistemato”, che si trova sul sito di Sistema Ambiente. —

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