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Centinaia di “buchi” fra le cattedre delle scuole lucchesi

Si avvicina il primo giorno di scuola

Mancano insegnanti di sostegno per materne ed elementari e professori per le medie e per gli istituti superiori

LUCCA. Sarà un avvio ad ostacoli quello dell’anno scolastico negli istituti lucchesi. Non c’è soltanto il problema “eccezionale” del Civitali-Paladini, con i ragazzi costretti a sistemarsi all’Itc Carrara e nei prefabbricati al Campo di Marte. Ci sono anche questioni più ordinarie, ma che non per questo creano meno grattacapi ai dirigenti scolastici, agli studenti e alle loro famiglie.

La più urgente è quella delle cattedre ancora vuote. A partire, in particolare per le materne e per le eleme ...

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LUCCA. Sarà un avvio ad ostacoli quello dell’anno scolastico negli istituti lucchesi. Non c’è soltanto il problema “eccezionale” del Civitali-Paladini, con i ragazzi costretti a sistemarsi all’Itc Carrara e nei prefabbricati al Campo di Marte. Ci sono anche questioni più ordinarie, ma che non per questo creano meno grattacapi ai dirigenti scolastici, agli studenti e alle loro famiglie.

La più urgente è quella delle cattedre ancora vuote. A partire, in particolare per le materne e per le elementari, da quelle di sostegno. Venerdì scorso, nella consueta sede dell’Iti Fermi, ci sono state le convocazioni per i contratti a tempo determinato: in sostanza, per coprire i “buchi” rimasti nelle scuole dopo le immissioni in ruolo avvenute ad agosto. Si tratta di cattedre con “scadenza” a giugno o ad agosto del 2019: dunque, supplenze annuali. «Per quanto riguarda il posto comune - spiega il segretario della Flc-Cgil Antonio Mercuri- sono rimaste solo due cattedre scoperte. Il vero problema è, come già avvenuto negli scorsi anni, per il sostegno: nessuna cattedra infatti è stata assegnata, perché non c’è nessuno in graduatoria».

I numeri sono importanti. Per la scuola dell’infanzia ci sono 101 posti interi per il sostegno, oltre a 14 spezzoni orari con più di sei ore ciascuno. Cifre ancora più alte nella scuola elementare, con 237 posti interi e 14 spezzoni superiori alle sei ore. Si tratta all’incirca di 350 posti che non sono stati coperti dall’azione dell’ufficio scolastico territoriale e che ora, dunque, dovranno essere coperti direttamente dai presidi.

I dirigenti scolastici, però, si metteranno in moto con tutta probabilità intorno al 26 settembre: cioè significa che per almeno due settimane ci saranno buchi importanti nelle scuole della provincia in un campo importante e delicato come quello del sostegno. Una situazione, come detto, che si ripete da tempo. Anche perché i posti del sostegno vengono definiti negli organici di fatto e mediante deroghe “estive”. Altrettanto non si può dire di altre cattedre, come quelle nel secondo ciclo di istruzione, cioè scuole medie e scuole superiori. Eppure, spiega Mercuri, proprio per questi istituti «la situazione è drammatica. La convocazione è fissata per questo mercoledì, ma sappiamo che ci saranno posti comuni non coperti. Ci sono infatti pochissimi candidati e le graduatorie a esaurimento sono praticamente svuotate, a differenza di quanto avviene per le scuole dell’infanzia e per quelle primarie».

Una mancanza di ricambi che riguarda anche insegnamenti fondamentali, come quello di lettere. Perché - spiega ancora il sindacalista della Cgil - «abbiamo un buco di anni nel reclutamento». Anche in questo caso, dunque, saranno i presidi a dover intervenire utilizzando le graduatorie di istituto, ma solo a partire da fine mesi. Questo significa, conclude sconsolato Mercuri «che il 17, il primo giorno di scuola, non saremo pronti». Come avvenuto troppe volte negli ultimi anni. —

L.C.