Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Campus a Lucca, una bussola per lo sviluppo del turismo

I propositi del presidente della Fondazione Salvatore Veca: «Alla manifattura tabacchi un ponte tra le culture del Mediterraneo»

LUCCA. Lucca ponte tra le culture del Mediterraneo. È questo il sogno del professor Salvatore Veca, filosofo di fama e presidente di Campus, la fondazione nata una quindicina di anni fa dall’idea di costituire a Lucca attività universitarie nel campo del turismo e una scuola di alta formazione per manager. Oggi, con circa 300 studenti, corsi di laurea triennale e magistrale, svariati master e un job placement (la capacità di trovare lavoro dei suoi studenti) di oltre l’80%, è una vera perla. ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

LUCCA. Lucca ponte tra le culture del Mediterraneo. È questo il sogno del professor Salvatore Veca, filosofo di fama e presidente di Campus, la fondazione nata una quindicina di anni fa dall’idea di costituire a Lucca attività universitarie nel campo del turismo e una scuola di alta formazione per manager. Oggi, con circa 300 studenti, corsi di laurea triennale e magistrale, svariati master e un job placement (la capacità di trovare lavoro dei suoi studenti) di oltre l’80%, è una vera perla. L’unica perla lucchese nell’ambito dell’alta formazione insieme a Imt. Ciononostante Campus non ha sede in città: la base è a Monte San Quirico. Ora, però, le cose cambieranno: due giorni fa l’Accademia si è aggiudicata la concessione di una parte della ex Manifattura tabacchi e qui trasferirà le sue attività. «Siamo molto felici, era un obbiettivo che perseguivamo da molto tempo – dice il professor Veca – Quando ci sarà il trasferiremo? Dipenderà dall’andamento dei lavori, ma l’obiettivo è inaugurare l’anno scolastico 2019/20 nella nuova sede». 
 
Cosa troveranno gli studenti in questa struttura?
«Al primo piano ci saranno le aule didattiche mentre al piano superiore troverà posto la foresteria, che per una struttura come Campus è fondamentale, anche perché molti dei nostri iscritti vengono da fuori Toscana. E poi ci sono gli stage che rappresentano un po’ il nostro valore aggiunto». 
 
C’è qualche nuovo progetto che pensate di sviluppare con l’arrivo nella nuova sede?
«Vorrei che un pezzo delle nostre attività fosse rivolto alla città. Mi spiego meglio: sogno di fare di Lucca un punto di riferimento per la ricostruzione di ponti tra le diverse culture del Mediterraneo. Un esempio? Mi piacerebbe che alla ex Manifattura fosse offerta ai cittadini di Lucca l’opportunità di avere incontri continuativi e ed eventi performativi – musica, teatro, ecc – sulle culture che da nord a sud si affacciano sul Mediterraneo. Con influencer e artisti capaci di portare le voci di queste aree. In un momento così difficile e rischioso, sarebbe importante fare di Lucca un luogo di costruzione di relazioni. Quella sugli “studi sul Mediterraneo” è una vocazione che Campus porta già nel nome: nasce da un’idea di Marialina Marcucci e anche io ne sono stato contagiato». 
 
Lucca sta affrontando il boom del turismo: la presenza di Campus può essere importante per governare questo cambiamento. 
«Il turismo non è un monolite, ma una sorta di poliedro che ha infiniti aspetti. Tra questi c’è quello della sostenibilità, tema su cui anche Lucca deve riflettere adesso prima che sia tardi per tornare indietro. Eventi di portata planetaria come i Comics o i grandi concerti del Summer se non governati possono avere effetti negativi nel medio lungo termine. Sì, forse nell’immediato si misurano di più i vantaggi, ma la politica ha il dovere di essere lungimirante».
 
Cosa intende?
«Che occorre finirla con la mania del “presentismo”, del tutto e subito. Chi governa, e in questo caso non mi riferisco a Lucca ma a tutto il Paese, ha il dovere di ascoltare i cittadini ma ha anche delle responsabilità nei confronti delle prossime generazioni».

Turismo di massa, svuotamento dei centri storici, il dilagare di affitti brevi modello Airbnb sono temi che investono anche Lucca.
«Se si avvia un dibattito pubblico sulla sostenibilità del turismo nei confronti sia dell’ambiente naturale sia di quello culturale e paesaggistico siamo pronti a dare un contributo. E ritengo che un simile dibattito sia meglio farlo ora invece che tra cinque anni».