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Minaccia ai motociclisti: “Ci sono trappole chiodate”

Sulle colline tra Lucca e Pisa un “avvertimento” per chi pratica l’enduro. Sulla vicenda sarà presentata ai carabinieri una denuncia contro ignoti

CAPANNORI. I motociclisti possono piacere o meno, e se qualcuno viola la legge è anche giusto che venga punito, ma, quello che – in ogni caso – è inaccettabile, è la volontà (o anche la semplice minaccia) di farsi “giustizia” da soli, o, peggio, di mettere a rischio l’incolumità delle persone. Una volontà che emerge dal cartello che alcuni appassionati di enduro hanno scoperto durante un’escursione sulle colline, al confine tra Lucchesia e Pisano, che sovrastano il capannorese.

Il contenuto, sotto forma di avvertimento, è chiaro, quel di cui forse non si rende conto però l’ignoto autore, è che quell’avvertimento, messo con la volontà di tutelare le regole, contiene però una sorta di “confessione”: la dichiarazione che lo stesso ignoto “giustiziere” ha violato le leggi. «Avviso – si legge sul cartello – si fa presente ai motocrossisti inosservanti dei cartelli di divieto che l’intero percorso è cosparso di trappole chiodate».

Ora, resta da capire se la minaccia è reale o meno, ossia se effettivamente l’autore abbia davvero sparso chiodi o simili lungo il percorso (fra l’altro potenzialmente pericolosi anche per altri frequentatori dei sentieri, che siano escursionisti a piedi o in bicicletta), o se abbia soltanto voluto spaventare, ventilando un potenziale pericolo che, in realtà, esiste solo sulla carta (o, meglio, sul cartello).

Però, anche alla luce di precedenti episodi gravissimi, accaduti in altre zone, la paura è sempre legittimata. Basti pensare al caso dell’Isola d’Elba, dove ignoti piazzarono cavi d’acciaio ad altezza del collo sui percorsi dei motociclisti, senza preoccuparsi del fatto (o, peggio, forse sapendolo benissimo) che un simile sistema potrebbe uccidere. Qui, almeno, a essere minacciati sono “solo” i pneumatici.

Sulla vicenda interviene il Cert, il Coordinamento escursionisti su ruote della Toscana, che, anticipa, sulla vicenda presenterà una denuncia ai carabinieri: «Con la vita non si scherza. In questo caso la discussione non deve essere sul fatto se da una certa strada uno ci possa passare o meno. Su questo confrontiamoci e parliamone, e se qualcuno sbaglia è giusto che venga punito (ma da chi ha l’autorità per farlo). Ma questo, di fronte alle minacce o alle trappole, è un discorso che passa in secondo piano. Qui si apre un ragionamento diverso. C’è un limite che non può essere oltrepassato, ed è quando si mette a rischio l’incolumità delle persone. Questo non può essere accettato. Eppure c’è chi

giustifica certi atteggiamenti. Ma la gente si deve rendere conto che niente può giustificare comportamenti che mettano volontariamente in pericolo la sicurezza, e la vita stessa delle persone. Ecco, di fronte a certi atteggiamenti, più che arrabbiati siamo amareggiati, rammaricati». 

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