Quotidiani locali

Tragedia al passo delle radici 

Cercatore di funghi muore dopo un volo di 100 metri

La vittima è un pensionato di 75 anni residente in provincia di Reggio Emilia  Precipitato in un burrone l’uomo è spirato quasi subito, inutili i soccorsi 

PIEVE FOSCIANA

Ucciso da una bruttissima di oltre cento metri nel dirupo mentre va a funghi. Ha perso la vita mentre girava in montagna seguendo una delle sue grandi passioni, il 74enne Luigi Gherardi, originario dell’Appennino modenese e da tanti decenni abitante di Castellarano, in Provincia di Reggio Emilia.

Gherardi è morto nei fittissimi boschi di Lame di Capraia nel comune lucchese di Pieve Fosciana nell’alta Lucchesia, nella zona fra Castelnovo Garfagnana e il passo delle Radici, il principale valico appenninico fra Modena e la Toscana. Assieme ad alcuni amici, come lui grandi cercatori di funghi, aveva fatto una trasferta oltre regione approfittando delle differenze nei permessi di ricerca: in Emilia il venerdì è un giorno vietato per la raccolta funghi, in Lucchesia no. La comitiva era partita all’alba e alle 7 era già da diverso tempo nel bosco, in un’area di grande bellezza ambientale ma, allo stesso tempo, complessa da affrontare, segnata da fossi, boschi fittissimi e continui saliscendi.

A quell’ora, il passaggio fatale. Gherardi è scivolato in un ripido dirupo a fianco del sentiero su cui stava camminando ed è caduto per oltre cento metri fra sassi, terra dura e sterpaglie. I traumi e gli impatti progressivi si sono accumulati durante la scivolata, sempre più violenti, e hanno provocato il decesso in poco tempo. Gli amici hanno dato subito l’allarme e la macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente in mezzo alle difficoltà. Alle Lame di Capraia i cellulari hanno pochissima ricezione, ed è stato complesso comunicare efficacemente. L’area è poi davvero selvatica, e per raggiungere il corpo gli addetti del soccorso alpino Sast, hanno impiegato ore di delicatissime manovre in mezzo a una vegetazione fittissima.

È stato necessario usare un elicottero, il Pegaso 3, da cui con un verricello sono stati calati in fondo al fosso i sanitari e gli operatori del Sast. Gherardi era già spirato, il medico e l’infermiere hanno constatato la morte per poi avviare le procedure di recupero della salma.

Il campo base è stato fissato a Orto Murato, a pochi chilometri di distanza, dove si trova un distaccamento del soccorso alpino, e alle operazioni si sono uniti i carabinieri locali. E lì è stato portato il corpo, ora a disposizione dei magistrati della procura di Lucca, poi trasportato all’ospedale di Castelnuovo. Qui il triste compito del riconoscimento, affidato alla figlia dell’uomo, subito arrivata sul posto (Gherardi lascia la moglie, un figlio e una figlia).

Il magistrato ha disposto solo l’esame esterno della vittima. All’incidente aveva assistito anche un altro cercatore di funghi, non facente parte del gruppo di Gherardi, che ha confermato la fatalità dell’accaduto.

Gherardi era originario di Saltino di Prignano, nella montagna modenese. Da lì, come i suoi due fratelli, era disceso verso valle per lavorare nel distretto ceramico, scegliendo Castellarano come seconda casa e mantenendo comunque forti legami con casa d’origine, distante poche decine di minuti di strada. Grandissimo appassionato di natura e di boschi, era un accanito fungaiolo

e un cacciatore, e una volta andato in pensione dedicava a questi amori gran parte del suo tempo. A Castellarano viveva in via del Mulino, in centro, in un grande condominio, e si occupava anche della manutenzione del giardino del complesso residenziale. —

A.A., L.S.

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