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Kme attacca Bonini: «Dice no a priori»

La società sulle polemiche per il pirogassificatore: «Il sindaco ha scelto di mettersi alla testa dei comitati»

BARGA

Soddisfazione per l’accordo sulla proroga della cassa integrazione, e avanti con il piano di rilancio dell'azienda. Le relazioni tra Kme e amministrazione comunale di Barga sono praticamente nulle, e inevitabilmente il discorso scivola sul pirorigassificatore.

Kme, con un comunicato stampa al vetriolo, continua il muro contro muro attaccando sindaco e comitati: «Il sindaco Bonini ci è sembrato ultimamente sempre più voler porsi alla testa di comitati e associazioni più o meno spontanee, scegliendo di opporsi a priori al piano illustrato dall’azienda. Ci sembra incredibile, infatti, che un primo cittadino si opponga pregiudizialmente ad un progetto di riduzione sostanziale dell’impatto ambientale di una fabbrica, che per oltre cento anni è stata protagonista dello sviluppo del territorio, senza neanche volere le verifiche delle autorità preposte».

L'iter per ottenere la “Via” andrà avanti, e poi si vedrà: «Gli enti competenti verificheranno nel concreto la correttezza del progetto di Kme, non certo sedicenti “ambientalisti” che, in qualche caso, rappresentano illusorie attitudini a campare di rendita su ipotetiche vocazioni esclusivamente agroturistiche del territorio, magari a spese del denaro pubblico, in altri forse coprono, con affermazioni tanto apodittiche nei toni quanto false e non provate nei fatti, motivi meno disinteressati. Questa è la compagnia di cui Bonini sembra voler assumere la leadership, con proclami e minacce, ma rifuggendo sempre il solo terreno di confronto possibile in questa fase: quello degli Enti preposti all’esame dei dati». Kme conclude affermando che solo dopo la presentazione del progetto ci sarà da sapere tutti i dettagli: «Sarà certamente avviato un processo partecipativo che consentirà a tutti di farsi un’opinione sulla base di informazioni certificate e dimostrate». E poi continua: «Arroganza e prepotenza sono semmai proprie di chi, con slogan evocativi, minacce e insinuazioni tanto tendenziose quanto false, vuole impedire un progetto fatto non solo a termini di legge, ampiamente e puntualmente regolamentato, ma soprattutto finalizzato

ad un oggettivo e verificabile miglioramento ambientale. Certe intimazioni dunque, lasciano il tempo che trovano, vengano esse da fantasmatici esperti, da nostalgici della presunta arcadia preindustriale o altri con interessi contrapposti più concreti anche se non esplicitati». —

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