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Mesi di attesa per una visita all’Asl, le liste “lucchesi” sono le più lunghe

I dati dell’azienda sanitaria per i primi tre mesi del 2018: si sfora anche l’anno, in autunno il piano regionale per ridurre i tempi.

LUCCA. Da 191 a 381 giorni. Detto altrimenti, da poco più di sei mesi a poco più di un anno. Sono questi i tempi, che davvero non fanno sorridere, delle liste di attesa per Piana e Valle del Serchio nel periodo fra gennaio e marzo di quest’anno. Valori a tre cifre per prestazioni che, in caso vengano contrassegnate come “prioritarie”, dovrebbero essere effettuate in quindici giorni. Tempi che l’Asl dovrà spiegare nei prossimi giorni e che peggiorano una situazione che già era tutt’altro che buona, visto che il nostro territorio era già in molti casi fanalino di coda di tutta la maxiAsl della Toscana Nord Ovest. Le nove visite prese in considerazione nella tabella qui accanto sono quelle “basilari” secondo la classificazione fatta dalla regione. Si tratta di prestazioni comuni, spesso prescritte dai medici di base per un consulto specialistico. Ma per ottenerle, senza dover ricorrere alla libera professione intramoenia o al privato, bisogna aspettare settimane o mesi.

Non va diversamente anche se si considerano altri tipi di visite: ad esempio, per una prestazione di allergologia a Lucca si aspettano 244 giorni. Per una di pneumologia 265. Né va molto meglio per quanto riguarda gli esami strumentali. O, almeno, questi erano i valori al termine del primo trimestre. Perché poi qualcosa è cambiato, anche se dal punta di vista pratico i benefici si potranno vedere soltanto tra qualche mese. Proprio per cercare di mettere una toppa a una situazione evidentemente non più sostenibile, la Regione ha infatti messo mano a un progetto che dovrebbe - nelle aspettative - dare una bella sforbiciata alle liste di attesa. L’idea è far sì che servizi, ospedali e ambulatori siano aperti il pomeriggio o addirittura la sera, e poi il sabato, in caso di necessità.

Questo, ovviamente, comporterà una certa quantità di lavoro aggiuntivo da parte dei dipendenti. Per questo ogni direttore generale delle Asl dovrà “fare il conto” di quante ore in più di lavoro ha bisogno nella propria zona (entro il 30 settembre) e poi portare una proposta a un tavolo con i sindacati. Per quanto riguarda i tempi di attesa, la delibera della giunta regionale individua varie classi di priorità per le visite: “urgente” da eseguire entro 72 ore, “breve” da fare entro 10 giorni, “differibile” da eseguire entro 30 o 60 giorni o “programmata” per controlli periodici. Previsto anche l’accesso veloce, con la prestazione al momento stesso della domanda. È bene ricordare che l’azienda sanitaria riconosce agli utenti un indennizzo di 25 euro per il mancato rispetto dei

tempi previsti dalla legge per lo svolgimento di esami e visite prioritari. Insomma se l’Asl sfora questi parametri, paga. Ammesso che uno chieda il rimborso. In realtà sono pochissimi i cittadini a conoscenza di questo meccanismo. Le richieste di rimborso si contano sulle dita di una mano. —

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