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IL GRANDE GESTO 

«Dai questi soldi a chi sta soffrendo», ristoratore offre la cena a un genovese

È successo alla “Bottega di Anna e Leo”, il titolare Claudio Togni: «Ho agito di cuore, lo rifarei mille volte»

LUCCA. Tre uomini alla cassa di un ristorante. Tutti con le lacrime agli occhi. Che si guardano, non sanno cosa dire. Uno di loro è di Genova, un altro è il titolare del locale, che ha appena «agito di cuore», come dice lui, lanciando un messaggio di umanità e solidarietà figlio quasi di un’altra epoca. Il terzo uomo è il cameriere che fugge in cucina. Per non piangere di fronte a tutti. Quello che ha visto gli ha sciolto il cuore. «Ascoltami, spendi 60 euro. Ma stasera ceni gratis, dai questi soldi a chi ne ha bisogno, a chi sta vivendo un dramma. Nessuno meglio di te sa chi necessita di un aiuto in questo momento».

A pronunciare queste parole è stato Claudio Togni, ristoratore lucchese a capo della “Bottega di Anna e Leo”, in via San Frediano. E in lacrime, di fronte a lui, sabato sera c’era Adriano Damonte, 50 anni, di Genova. «Mi è venuto il nodo alla gola, non sapevo cosa dire. Claudio mi ha sorpreso - racconta l’uomo - e ha fatto piangere tutta la mia famiglia, è stato un attimo fantastico». Sono bastate poche parole pronunciate in genovese a scatenare la solidarietà di Togni. «Ho capito subito che quella di Adriano era una famiglia particolare. Sono in vacanza, ma nei loro occhi non c’era felicità», racconta il titolare del ristorante. Da buon oste, Claudio intrattiene i suoi clienti e finisce a parlare del drammatico crollo di Ponte Morandi. Adriano e la moglie ripercorrono la sofferenza della città, la scomparsa di persone che conoscevano, la fortuna che hanno avuto a non trovarsi sul viadotto al momento della tragedia.

«Lo percorriamo due volte al giorno per andare a lavorare - dice Adriano - possiamo dire che ci è andata bene». La cena va avanti, fino al momento del conto. Che alla “Bottega di Anna e Leo” si aspetta al tavolo, come indicato in alcuni cartelli all’interno della sala, per evitare ai clienti di aspettare di pagare in piedi. «A quell’uomo con la parlata genovese ho detto di alzarsi e di venire alla cassa, poi gli ho detto quello che penso. Niente di più. Lui - prosegue Togni - non doveva pagare la cena, almeno secondo me. Quei soldi devono finire in sostegno di chi oggi non ha più una casa, o un’auto, o tutte e due». Adriano Damonte ha raccontato l’episodio su Facebook, e il suo post è diventato virale. In molti hanno condiviso le parole dell’uomo, che al testo ha allegato il logo del ristorante di Togni. «Oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) un gruppo di ragazzi

è venuto a mangiare e dopo mi ha chiesto una foto, complimentandosi con me per quanto ho fatto. E poi - conclude il ristoratore - mi stanno arrivando tantissimi messaggi da tutta Italia. Ma io ho fatto solo quello che mi ha detto il cuore. E lo rifarei altre mille volte». —
 

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