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Il Bilancio  

In migliaia in Valle del Serchio per un Ferragosto al fresco

È stato un successo soprattutto per i parchi naturali e le diverse sagre  Disagi e proteste a Vagli per le auto fatte parcheggiare lontano e senza navetta

VAGLI

Code, voglia di fresco, l’inconfondibile aroma delle grigliate, e gli immancabili e clamorosi disagi. A Ferragosto, la Valle del Serchio si è scoperta “la più amata dai toscani”. In migliaia, tante migliaia, le persone si sono riversate nei siti prediletti dalle guide e riviste turistiche.

Presi letteralmente d’assalto il Parco dell’Orecchiella, la Grotta del Vento, l’Orrido di Borri, il lago di Gramolazzo, il Monte Argegna e naturalmente il Vagli Park. Le location naturali hanno prevalso sulle città d’arte, anche se il centro storico di Barga, Castiglione Garfagnana e Coreglia hanno avuto buoni riscontri in termini di presenze temporanee.

Affari d’oro per gli albergatori e proprietari di strutture ricettive che, grazie al calendario e al ponte lungo, hanno tirato il fiato dopo settimane di crisi. Naturalmente pieni i ristoranti da Valdottavo a Pieve San Lorenzo, e nei locali si sentivano gli accenti più disparati. Molti gli stranieri, attratti anche dalle numerose sagre organizzate in giro per la Valle.

Tuttavia, i disagi, per una zona non abituata a grandi pressioni, si sono avvertiti sul fronte viabilità. Code si sono registrate in direzione Parco dell’Orecchiella sin dal primo mattino già all’altezza di Magnano, fino all’imbocco del Centro Visitatori, a quota 1.200 metri. Molta gente, specialmente dal pisano e dal livornese, si è riversata sulla fondovalle, ma per fortuna il traffico si è dipanato senza problemi.

Code anche attorno al lago di Gramolazzo e al Passo delle Radici, in quest’ultimo caso per il passaggio di auto e moto provenienti dell’Emilia Romagna. Nel comune di Vagli Sotto, invece, come documentato sui social da decine di turisti arrabbiatissimi, il bacino naturale di Campocatino è stato trasformato in un maxi parcheggio (gratuito, per lo meno) riservato ai vacanzieri diretti al Lago di Vagli e relative attrazioni. Una cartellonistica apposita invitava gli automobilisti a non intasare i lati delle strade e di indirizzarsi verso Campocatino. Qui, circa un paio di chilometri più su, non c’erano neanche delle navette a far la spola col bacino lacustre: «lungo gli scansatoi delle strade c’erano dei cartelli che invitavano a parcheggiare sul prato – si legge nella pagina gruppo Facebook “Garfagnana segnalazioni, degrado e problematiche” – non è così che si intende per sviluppo della montagna».

La sera, il rientro è avvenuto senza problemi, ma c’è

chi ne ha approfittato per un supplemento di riposo, recandosi alle sagre più rinomate e tipiche, come alla “Festa della Trota” al fresco dei castagni. Un superlavoro per i volontari della Pro Loco e per l’infaticabile pizzaiolo, che ha sfornato oltre duecento pizze in poche ore. —

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