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La chiesa è troppo piccola, all’aperto il saluto a Claudio

Una grande folla per dire addio all’operaio morto a Lucca mentre era alla guida Ad attendere il feretro un grande manifesto preparato dai suoi amici

Molazzana

«Ciao Fufi, ad un altrove. Sicuramente sorridendo!». Hanno trovato queste parole stampate su un manifesto, fortemente voluto dagli «amici», le centinaia di persone che ieri pomeriggio hanno partecipato ai funerali di Claudio Pellegrinucci, l’operaio trentenne morto martedì a seguito di un malore mentre era bordo della sua auto a Lucca. Troppo piccola la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo apostolo per accogliere tutti i partecipanti, così è stato deciso che il funerale si sarebbe svolto all’aperto, di fronte alla cappellina all’ingresso del paese.

Incredulità, delusione, sconforto: sono questi i sentimenti diffusi tra la popolazione di Molazzana che ancora non riesce a darsi una spiegazione su quanto accaduto. In paese Claudio si era fatto ben volere da tutti grazie alla sua solarità, al suo carattere e al suo impegno per il prossimo, sempre pronto ad aiutare chi ne aveva bisogno.

Anche nei giorni scorsi, insieme ai suoi amici e coetanei, era in prima fila per organizzare la tradizionale “Festa messicana” che si sarebbe dovuta tenere da ieri sera fino a domani ma che, in segno di lutto, è stata annullata.

Claudio lavorava come operaio alla “Baldassari Cavi” e da non molto era andato a vivere in località Promianacon la fidanzata Maila Pieroni. Grazie ai sacrifici e al duro lavoro, era riuscito a raggiungere uno dei suoi sogni: comprarsi la casa. Quassù “Fufi” poteva portare avanti le sue passioni: coltivare l’orto e andare a caccia, dove era sempre accompagnato dal suo inseparabile cane. In passato, Claudio aveva giocato a calcio negli Amatori di Sassi Eglio e nel Fosciandora. Al termine del funerale celebrato da fra’ Benedetto Mathieu, gli amici hanno voluto leggere un messaggio molto commovente a cui ha fatto seguito un lungo e caloroso applauso: «In questi giorni il nostro pese sembra sprofondato in un silenzio irreale. Anche se la vita scorre normalmente, manca qualcosa. Troppo forte il contrasto tra il bel tempo e la tua assenza. Ti consideravi una persona normale, ma in realtà eri speciale e in questi giorni te lo stanno dimostrando tutte le persone con il loro affetto. Eri il “Fufi”, il gigante dall’animo buono, una persona positiva che sapeva fare la battuta al momento giusto, che sapeva sorridere alla vita, che amava le cose semplici ma estremamente importanti. Eri sempre pronto a scendere in campo, anche le partite con te erano uno spettacolo: facevi ridere tutta la tribuna. Questo eri tu, il gigante dall’animo buono. Eri una delle pochissime persone che sapeva cambiare l’umore degli altri. Una mattina grigia diventava meno pesante se si aveva la fortuna di scambiare qualche battuta con te. Sarai sempre nei nostri cuori». Ora senza il “Fufi” a Molazzana c’è già chi dice che «tornare a caccia a ottobre non sarà più la stessa cosa». —