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Fischi alla proposta del pirogassificatore

L’Ad di Kme ha presentato il piano di rilancio davanti a molti sindaci, tanti cittadini. Gli striscioni dicono “no all’inceneritore”

BARGA

Striscioni fuori dal cinema Roma, ma anche dentro il cinema, tutti per dire no al pirogassificatore (o inceneritore, come viene chiamato qui senza tanti giri di parole): in tanti, ieri sera, hanno preso aprte all’assemblea pubblica dedicata al rilancio della Kme, ospitata appunto al cinema Roma, per venire incontro alla prevista (e confermata) gran quantità di interessati. Rilancio che, tra le altre cose, dovrebbe passare dall’autoproduzione energetica, appunto attraverso la lavorazione – con il pirogassificatore – degli scarti di cartiera. Un procedimento giudicato da molti residenti (riuniti nel comitato Libellula) dannoso per la qualità dell’aria. Nell’intera Valle. Anche per questo erano presenti molti amministratori locali, non solo il sindaco di Barga Marco Bonini, ma anche numerosi colleghi. Tra gli altri si sono visti Puppa (Careggine), Mariani (San Romano), Saisi con la giunta di Gallicano, Tagliasacchi (Castelnuovo), Angelini (Pieve Fosciana), Giannini (Fabbriche di Vergemoli) e Lunardi (Fosciandora).

A illustrare il piano l’amministratore delegato di Kme Claudio Pinassi, il cui intervento è stato “salutato” dai fischi dei comitati.

Intanto si susseguono le prese di posizione sul progetto, che non guardano di buon occhio l’idea del pirogassificatore. Tra queste quella del direttivo provinciale di Fratelli d’Italia: «In Provincia – scrive in un comunicato stampa – ci sono 120mila tonnellate di pulper (gli scarti di cartiera ndr) da smaltire ogni anno, materiale proveniente prevalentemente dalle aziende cartarie della Piana, perché farlo in una zona turistica prettamente incontaminata? I pirogassificatori non sono l’unica via percorribile. Oggi ci sono diverse tecnologie sulla quale lavorano nuove aziende. Se da un lato il pirogassificatore può essere visto come qualcosa che permette di garantire occupazione, dall’altro bisogna fare i conti conle emissioni. Nel ribadire la nostra contrarietà assoluta al pirogassificatore di Fornaci vorremmo anche ricordare che non esiste un progetto definitivo e che quindi non ci sono finanziamenti ipotizzati o stanziati, da dove verranno e che proporzione avranno queste risorse?». L’onorevole Riccardo Zucconi sposa la linea di FdI: «Sto lavorando a Roma e analizzando tutti gli aspetti che riguardano questo impianto che dovrebbe nascere, ma posso già confermare la mia contrarietà al pirogassificatore di Fornaci».

Timori sono stati espressi in una nota stampa anche da Coldiretti: «Il futuro della Valle del Serchio non può prescindere da una analisi sincera e oggettiva degli effetti reali per l’ambiente, l’agricoltura, il turismo e la biodiversità in presenza di un impianto di smaltimento di scarti della filiera cartaria. È per questa ragione che osserviamo con interesse ma anche con preoccupazione il progetto del pirogassificatore». —

N.B.