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«La chiusura della dialisi a Castelnuovo va contro l’accordo tra Asl e sindaci»

Il primo cittadino di Minucciano Nicola Poli replica a chi (tra cui il collega di Barga) parla di “mobilitazione tardiva”

MINUCCIANO

Non c’era stato nessun accordo sulla riorganizzazione ospedaliera nella Valle, e nemmeno si può parlare – a proposito del documento sottoscritto da quasi tutti i sindaci – di “mobilitazione tardiva”. Il no allo smantellamento dei servizi ospedalieri (e quindi anche alla dialisi concentrata nel solo ospedale di Barga) era già stato espresso da tempo dai sindaci. È quanto sostiene il primo cittadino di Minucciano Nicola Poli, nel replicare a chi (tra questi viene citato il sindaco di Barga) ha parlato di iniziativa arrivata tardi, a riorganizzazione concordata dai sindaci nella conferenza zonale.

«Alla conferenza del 23 aprile 201 5, si discusse la Situazione socio sanitaria della Valle del Serchio e le eventuali ipotesi di razionalizzazione proposte dall’Asl – scrive Poli – in quella sede, il presidente pro tempore (proprio il sindaco di Barga) ricordò che l’Asl subiva una contrazione di finanziamento regionale per circa 8 milioni e mezzo di euro, ma che già nella precedente conferenza del 24 marzo era stato detto che ogni scelta di riorganizzazione prevista nella Valle del Serchio sarebbe stata subordinata a un confronto s con i Sindaci e che, dal punto di vista politico, non c’era alcun segnale da parte della Regione Toscana di un taglio ai servizi per la zona della Valle. Il direttore generale Polimeni illustrò il piano di riorganizzazione che proponeva alla Conferenza, evidenziando investimenti previsti nella Valle del Serchio (per un ammontare, disse, di più di 15 milioni di euro) nonchè le azioni che definì “di rientro”, necessarie, a suo dire, per dare maggiore integrazione alle attività. In quella stessa seduta il sottoscritto contestò fermamente la relazione del direttore, contestando la serietà di un programma di ristrutturazione esposto solo su qualche slide e verbalizzando l’insostenibilità del progetto di spostare sullo stabilimento di Barga tutto il servizio di dialisi. Su questa prospettiva si allinearono tutti i sindaci garfagnini presenti e il presidente concluse la riunione ricordando che nessuna proposta di riorganizzazione sarebbe partita, senza che alla Conferenza dei sindaci della zona fossero dati gli atti formali necessari».

Richiesta ribadita nella conferenza successiva del 25 giugno 2015, quando i sindaci giudicarono ancora carente di dati il piano di riorganizzazione.

Addirittura fu chiesta la sospensione del piano e, all’unanimità, i sindaci votarono una controproposta. In quel documento, ricorda Poli, tutti i sindaci della Valle rinnovavano la domanda di sospensione di qualsiasi tipo di riorganizzazione in attesa di un confronto con il nuovo assessore regionale alla sanità». Non solo, ma il documento riportava che «mai si deve e si dovrà parlare di chiusura e/o sospensione di servizi fondamentali, sia ospedalieri che territoriali (comprese le attività ambulatoriali), quali la cardiologia a Castelnuovo e il punto nascita a Barga. Lo stesso vale per il day hospital oncologico di Barga e la dialisi di Castelnuovo».

«Tale documento – evidenzia Nicola Poli – è stato sottoscritto da tutti i sindaci, anche da coloro che forse oggi lo hanno dimenticato. E se ogni successiva azione dell’Azienda per il potenziamento dei servizi nella Valle è ammissibile e condivisibile, qualsiasi azione per ridurre i servizi è invece inammissibile e sfornita del necessario supporto istituzionale della Conferenza dei sindaci. L’iniziativa dei sindaci della Garfagnana non è stata quindi un tardivo passo indietro rispetto ad accordi raggiunti, ma la coerente richiesta, rivolta all’Asl, degli impegni assunti: ovvero quella di concordare

in Conferenza ogni azione». Insomma, eliminare il servizio dialisi di Castelnuovo, senza il passaggio in Conferenza dei sindaci è «inammissibile» e contro questa scelta è stato sottoscritto il documento, con la richiesta di convocazione della Conferenza dei sindaci. —



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