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Kme contro Giannini «Considerazioni frutto di ignoranza»

BARGA. Qualche settimana fa toccò al sindaco di Barga, Marco Bonini, ricevere gli strali di Kme in merito alle posizioni contrarie del primo cittadino sulla realizzazione del pirogassificatore. Ora,...

BARGA. Qualche settimana fa toccò al sindaco di Barga, Marco Bonini, ricevere gli strali di Kme in merito alle posizioni contrarie del primo cittadino sulla realizzazione del pirogassificatore. Ora, tocca a Michele Giannini, primo cittadino di Fabbriche di Vergemoli che, recentemente, ha chiuso ogni apertura di possibili impianti inquinanti: «Giannini si allinea al nuovo principio del non mi informo così posso dire qualunque cosa - si legge in una nota dell'azienda -. Invece, lo stesso si addentra in considerazioni frutto di ignoranza, almeno speriamo. Sarebbe bastato venire in azienda e chiedere informazioni visto che altri lo hanno fatto (la Lega, per due volte, nda) prima di azzardare giudizi. Avrebbe così potuto evitare affermazioni false e improvvide, quali ad esempio “vuoi lavoro accetti l’inquinamento"».

I vertici di Kme ne hanno anche per un altro sindaco: «Su questo è imitato dal collega di Fosciandora, Lunardi che strilla che l’azienda avrebbe posto l’ultimatum “o si fa l’impianto o si chiude”. Ambedue mentono perché è un’alternativa mai posta. Ci piacerebbe sapere da chi lorsignori hanno avuto questa informazione, così da poter agire di conseguenza; la linea dell’azienda è sempre stata quella di progettare l’autoproduzione di energia per lo sviluppo e la creazione di nuovi ulteriori posti di lavoro, quelli esistenti saranno difesi dall’azienda con ogni sforzo, con o senza la piattaforma energetica, come sempre fatto finora».

Le prospettive, sono le stesse: «Si è detto che l'azienda "produce energia che può essere utilizzata dalla fabbrica ma anche venduta, a mio avviso con maggior guadagno…”, quando è chiaro come il risparmio ottenuto sulla bolletta energetica con l’autoconsumo corrisponde al doppio di quanto sarebbe il guadagno derivante dalla vendita». Un botta e risposta, dettagliato punto per punto: «Ovvero “accertare dopo la sua realizzazione se effettivamente l’impianto è dannoso”, quando invece la sua messa in opera è subordinata alla verifica preventiva del rispetto di tutte le compatibilità ambientali

e sanitarie. Avrebbe così potuto conoscere come Kme lavori per migliorare la propria impronta ambientale e come il progetto di autoproduzione di energia preveda la richiesta da parte dell’azienda della riduzione volontaria dei limiti di emissione». —

NICOLA BELLANOVA.

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