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Dopo i bus, ecco il balzello sui treni Biglietti e abbonamenti sempre più cari
TRASPORTI 

Dopo i bus, ecco il balzello sui treni Biglietti e abbonamenti sempre più cari

L’aumento è scattato il 1° luglio: colpa del tasso di inflazione programmata previsto nel contratto tra Trenitalia e Regione 

LUCCA. Dopo i bus, anche i treni: viaggiare costa sempre di più. Il 1° luglio scorso è infatti scattato l’aumento delle tariffe ferroviarie. Colpa del tasso di inflazione programmata stabilito nel Def (Documento di Economia e Finanza), previsto nel contratto tra Trenitalia e la Regione Toscana, che ogni anno – di questi tempi – comporta adeguamenti stimabili tra i 10 e i 20 centesimi per i biglietti e tra 1 euro e 1 euro e 50 per gli abbonamenti, in base alle fasce kilometriche. Per il 2018 il Tip è pari all’1% (fonte: Dipartimento del Tesoro), contro l’1,2% del 2017.

Rincari lievi, soprattutto se messi a confronto con quelli assai più sostanziosi delle tariffe degli autobus, per i quali il motivo è invece da ricercare nell’introduzione del piano unico regionale, anch’esso in vigore dal 1° luglio, che ha riguardato le aziende del trasporto pubblico locale (per Lucca la Ctt).

Il problema più evidente riscontrato dai viaggiatori è stato la mancanza di comunicazione da parte di Fs in merito ai ritocchi dei prezzi: molti di loro erano rimasti all’oscuro, scoprendo il nuovo balzello soltanto al momento dell’acquisto dei tagliandi, online o in stazione.

Il tasso di inflazione programmata viene applicato sul costo non approssimato (né per eccesso, né per difetto): un calcolo interno che ha portato alla ridefinizione delle tariffe.

Considerando quell’1% aggiuntivo, ne consegue dunque che se la seconda cifra dopo la virgola - che indica i centesimi - è compresa tra 0 e 4, il prezzo rimane invariato. Di contro, se tra 5 e 9, l’adeguamento è inevitabile.

Prendendo Lucca come riferimento, i rincari sono applicati a tutte le principali destinazioni, limitrofe e non. I biglietti costano 10 centesimi in più: e così ora servono 3 euro e 60 per recarsi a Viareggio o Pisa (erano 3 e 50 sino al 30 giugno), 4 e 60 a Montecatini, 5 e 70 a Pistoia, 6 e 30 a Piazza al Serchio.

Firenze rappresenta un caso a sé: il tagliando di sola andata è salito a 7 euro e 80 (prima era 7 e 60, 20 centesimi in meno). Opzione che però non compare sul portale, né sulla App di Trenitalia, dove viene invece proposto il percorso via Pisa, a tariffa maggiorata, nonostante le agevolazioni.

Incongruenza rilevata dalla consigliere regionale Pd Ilaria Giovannetti (vedasi articolo in basso) e dovuta ai lavori tra Pistoia e Montecatini, con l’introduzione del servizio dei bus sostitutivi.

Negli adeguamenti sono inclusi gli abbonamenti:

quelli per linee che collegano Lucca a Viareggio e Pisa passano da 58 euro e 50 a 59 e 50 (ridotto a 50 euro per chi ha un reddito familiare inferiore ai 36.152 euro). Mensili più cari anche per Pistoia (da 70 a 71), Piazza al Serchio (da 83,5 a 85) e Firenze (da 97 a 98,5). —
 

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