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Giannini duro: «No all’impianto l’energia creata non dà lavoro»

Il primo cittadino  di Fabbriche di Vergemoli esce dal coro del centrodestra Dito puntato contro la Kme e la dirigenza dell’azienda 

FABBRICHE DI VERGEMOLI. Di coraggio ne ha tanto, di coerenza idem. E Michele Giannini, primo cittadino di Fabbriche di Vergemoli, da sempre gravitante in area Forza Italia, va dritto al nocciolo della questione pirogassificatore, schierandosi, di fatto, contro il senatore Mallegni e i rappresentanti del partito in Mediavalle: «A Fabbriche di Vergemoli abbiamo cancellato la possibilità di costruire un impianto a biomasse di notevoli dimensioni, modificando il regolamento urbanistico prima e il piano strutturale poi», si legge in una lettera aperta.

«Se ora venisse fatto un impianto del genere a Fornaci di Barga – prosegue Giannini – che fine farebbe il nostro sacrificio? Che fine farebbe la battaglia per non creare un impianto a biomasse a Gallicano? O quelle per non far smaltire il pulper a Borgo a Mozzano o a Castelnuovo? Io mi continuo a domandare perché fare questi impianti, pur legittimi, in una valle stretta e chiusa, con già gravi problemi endemici dovuti all’assenza di circolazione dei venti e rinunciare a farli nella piana dove questi scarti per la maggior parte vengono creati e dove comunque l’area circola di più? » . Da tempo, Giannini, sia con atti amministrativi che con dichiarazioni ufficiose, ha chiarito la sua posizione di contrarietà all’impianto. E quindi, il “partito trasversale dei sindaci” cresce, a conferma che il rapporto tra occupazione e tutela della salute pubblica, non ha coloritura politica. Marco Bonini di Barga, David Saisi di Gallicano e ora anche il primo cittadino del piccolo comune in Val Turrite, sono scesi in campo per un netto no all’impianto, e non solo per una questione di opportunità politica.

Ma Giannini va oltre, e sparge vetriolo: «Ma veramente questi posti di lavoro verranno salvati? Perché alla fine è bene ricordare che il pirogassificatore vive di vita propria; produce energia che può essere utilizzata dalla fabbrica ma anche venduta, a mio avviso anche con maggior guadagno, per cui chi ci garantisce che dopo qualche anno tutto non tornerà come ora, chi ci garantisce che l’energia elettrica non sarà venduta ed in più noi ci ritroveremo questo mega impianto? Chi ora propone il pirogassificatore lo scorso anno ci diceva che il futuro della Kme erano pomodori e insalata. Ora la proprietà e la dirigenza di Kme ci chiedono di difenderla dimenticandosi che lo stato attuale è frutto del trasferimento in Germania delle eccellenze che la fabbrica aveva; penso alla Luvata, ai super conduttori». Ed infine, la stoccata: «Sono stato additato per essere uno che dice cose poco comode elettoralmente ma frutto di un pensiero indipendente e fortemente legato al proprio territorio. Come allora non mi nascosi dietro a mezze frasi per cercare di mantenere la cosiddetta barca pari, allo stesso

modo ora mi espongo contro il pirogassificatore, cercando di motivare il mio pensiero e non sottraendomi alle critiche di chi ci lavora e che comprensibilmente accetterebbe qualsiasi possibilità, soprattutto se presentata come innocua, pur di lavorare». —

NICOLA BELLANOVA .

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