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Sindaci uniti contro la fine della dialisi in Garfagnana

I primi cittadini scrivono all’Asl e chiedono un confronto Nel mirino delle contestazioni il tempo di percorrenza degli utenti per recarsi a Barga

CASTELNUOVO

La Garfagnana non ci sta. I chiarimenti arrivati dall’Asl, con la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis che parla di precisa scelta gestionale e di programmazione avviata anni fa (e presentata ufficialmente nel 2015 alla conferenza dei sindaci), non convincono i primi cittadini, i quali fanno fronte compatto come richiesto dal primo cittadino di Castelnuovo, con un appello firmato da tutti (tranne che dal sindaco di Molazzana, la cui firma non compare in calce al documento), per chiedere un confronto diretto tra Asl e conferenza zonale dei sindaci sul tema dello spostamento della dialisi a Barga. Viene richiesta anche la sospensione della chiusura della dialisi di Castelnuovo, partita lunedì, in attesa di individuare un percorso alternativo condiviso.

«L’Asl sarebbe responsabile se succedesse qualcosa di grave e non ci avesse ascoltato - tuonano i sindaci - la chiusura della dialisi di Castelnuovo non può essere motivata sulla scorta di uno “scambio” col day hospital oncologico che è presente a Castelnuovo da oltre 20 anni».

Insomma, quello che l’Asl voleva far passare come uno scambio di servizi (oncologia a Castelnuovo e dialisi a Barga) viene contestato.

«La dialisi di Castelnuovo - continuano - è perfettamente funzionante; è stata rinnovata completamente a fine 2009 e le macchine presenti sono all’altezza di una dialisi moderna. La sua dismissione rappresenta quindi una scelta incomprensibile da un punto di vista tecnico ed economico prima ancora che sociale e sanitario. In dialisi a Castelnuovo ci sono pazienti che provengono da tutta la Garfagnana: per un paziente dializzato e, quindi, assai fragile, che spesso deve fare più volte alla settimana un viaggio che già fino a oggi era spesso di più di mezz’ora, aumentare il tragitto fino a Barga significa per quel paziente aggiungere ogni volta 30 minuti in più all’andata e altrettanti al ritorno».

Inoltre, i sindaci sottolineano come il contesto dell’ospedale Santa Croce offra in più una gamma di servizi sanitari che possono essere di supporto alla dialisi: «È presente una radiologia efficace e strutturata, un laboratorio analisi, un pronto soccorso con personale formato a seguire pazienti critici, una cardiologia efficace e strutturata, con presenza h24, una presenza di anestesista h24, un personale sanitario che garantisce una pronta reperibilità, senza necessità di attendere che arrivino medici da Lucca».

Secondo il piano Asl a Castelnuovo rimane la possibilità di gestire le emergenze ma anche in questo caso i sindaci sollevano una perplessità: cosa fare in caso di “emergenza dialitica”? Per le emergenze, ricordano i sindaci, secondo l’Asl i pazienti dovranno essere portati al pronto soccorso di Castelnuovo o di Lucca. Insomma, c’è il rischio paradossale di un dializzato di Castelnuovo, portato a Barga, e che, in caso di necessità, dovrà essere riportato a Castelnuovo.

E poi un aspetto da chiarire: «Ancora ad oggi non è dato conoscere l’entità del “risparmio” in nome del quale questa “ristrutturazione” è stata fatta, non si comprende, in particolare, se e quale sia la minor spesa collegata alla eliminazione della dialisi di Castelnuovo». —

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