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Stefano Folegnani e la Filarmonica Alpina storie che si intrecciano in Garfagnana

flavia piccinniEra il 1858. A Castiglione di Garfagnana, piccolo e meraviglioso gioiello della nostra provincia, trionfale enclave lucchese in terra di fiorentini ed estensi, nasceva la filarmonica...

flavia piccinni

Era il 1858. A Castiglione di Garfagnana, piccolo e meraviglioso gioiello della nostra provincia, trionfale enclave lucchese in terra di fiorentini ed estensi, nasceva la filarmonica Alpina di Castiglione.

Pareva un’occasione, nata dalla passione e dall’amicizia, destinata a uno sterile futuro. E invece è diventato un legame permanente all’insegna della musica e delle tradizioni. Un legame che sopravvive adesso attraverso progetti che parlano di Stati Uniti e di Europa, e che poco ha delle tradizionali bande di paese, molto del mondo e del futuro.

A raccontarmela è il presidente, Stefano Folegnani, grandi occhi e un sorriso aperto, l’accento marcatamente garfagnino, i modi gentili. Folegnani ha recentemente raccontato la sua vita in un libro ironico e divertente, il cui compenso è destinato proprio alla Filarmonica. Si tratta di “Castrum Leonis. Frammenti di vita in un piccolo borgo dell’Appennino” (Garfagnana editrice), nel quale ricorda con innocenza e genuinità il tempo in cui le maestre avevano il talento e la tempra delle donne del paese (Nellina, originaria di Mozzanella, è quella a cui viene affidato Folegnani), in cui la vita era «legata ad altri ritmi, ai profumi ed alla semplicità contadina».

Ma il cuore di Folegnani batte sì per il paese, ma soprattutto per la musica: «La presenza della banda musicale – precisa - ha caratterizzato sempre di più il borgo. Penso non vi sia famiglia che non vi abbia preso parte. Inizialmente la banda è stata rappresentata dalla sola componente maschile. Dagli anni Ottanta si ha invece traccia delle prime aperture al femminile».

Lo si nota perfettamente visitando il museo fotografico della musica, recentemente riqualificato e allestito all'interno della sede della Filarmonica collocata nel cuore del paese.

Attraverso le fotografie e gli strumenti esposti si scopre anche quella coincidenza unica che lega Castiglione alle note: «La Filarmonica – sottolinea Folegnani - negli anni ha scandito il ritmo e le gli umori di un’intera comunità, sia nelle gioie che inevitabilmente nei dolori. In questi ultimi anni, sotto la mia presidenza, vi è stata una forte spinta ad aprirsi verso nuovi orizzonti: nazionali, ma anche internazionali».

Sublime sintesi di questa ambizione è proprio il programma musicale estivo organizzato per le celebrazioni dei 160 anni di attività.

«A giugno – spiega, illuminandosi, il presidente - molte famiglie hanno ospitato all’interno delle proprie case studenti del campus americano del Blue Lake in Michigan in un crescendo di emozioni difficili da raccontare e anche, forse, da immaginare. Si vedevano scene incredibili: ragazzi giovanissimi che si incamminavano verso le case arroccate dei nostri paesani, spesso anziani, e totalmente incapaci di parlare inglese per rimanervi tre, quattro giorni».

La comunicazione e il cuore, si sa, trovano strade che la mente non conosce. Esattamente come è accaduto per un’altra straordinaria collaborazione: quella con gli studenti di New York dell’International Academy of Music.

«Abbiamo così conosciuto studenti di musica classica di eccezionale valore. Per non parlare della masterclass internazionale tenuta all’interno della nostra sede musicale dal primo flauto dell’opera di Vienna Hansgeorg Schmeiser che ha portato iscritti dal Sud Africa, dalla Svizzera, dall’Austria, dalla Slovacchia e dalla Serbia».

Niente di più lontano, insomma, dall’idea stereotipata della banda di paese, considerata spesso nell’immaginario collettivo come qualcosa di sgangherato e ai tempi di The Voice forse anche un poco anacronistico.

«Negli ultimi vent’anni, la Filarmonica ha saputo aprirsi ad esperienze di carattere sociale e di promozione del territorio. Abbiamo partecipato attivamente all’organizzazione di eventi che hanno contribuito notevolmente a far conoscere il nostro straordinario borgo».

Il riferimento è alla festa di primavera, che si svolge a fine maggio e che è incentrata sulla conoscenza degli erbi spontanei e del vino prodotto in loco. Ma c’è anche la festa di ottobre, che si tiene la seconda domenica di ottobre, ed è caratterizzata dalla storica fiera del bestiame, nonché dalla promozione di prodotti locali di straordinario valore come castagna, tartufo e funghi.

«Ma è ad agosto – si entusiasma Folegnani - che si svolge la manifestazione che più di ogni altra riesce ad attrarre migliaia di visitatori a Castiglione: la Festa Medievale».

La festa quest’anno si svolgerà sabato 4 e domenica 5 agosto all’interno del bellissimo centro storico interamente fortificato, con la possibilità di cenare nelle osterie allestite nei vicoli del paese e con l’allestimento di banchetti di artigianato, intrattenimenti e spettacoli.

«Un’atmosfera unica che di sera diventa romantica e affascinante, soprattutto con lo spettacolo pirotecnico di chiusura», aggiunge Folegnani, visibilmente innamorato del suo piccolo paese, inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia (in Garfagnana spuntano anche Barga e Coreglia Antelminelli).

«Questo – prosegue lui - è il paese in cui sono nato e ho sempre vissuto. Qui ho frequentato le scuole medie, mentre le superiori sono state presto abbandonate per entrare nel mondo del lavoro. Per ventiquattro anni ho fatto il pendolare tra la Garfagnana e la piana di Lucca in un’importante ditta edile come operatore meccanico. Ma nel 2014 l’azienda è stata chiusa a causa della crisi economica, e io ho cambiato mestiere: ormai da due anni faccio il carrellista per conto di una cooperativa all'interno di un’azienda cartaria della Valle. La mia vera passione è naturalmente la musica. Fin da quando ero ragazzo

ho frequentato i corsi della nostra locale banda musicale, per anni ne ho fatto parte suonando il clarinetto e da quattro anni ne sono divenuto presidente. Da qui non ho mai pensato di andarmene. Quando passeggio per le vie del paese il tempo si ferma, e questo mi basta». —



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