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I genitori dicono “no” ai container all’ex ospedale

Nell’assemblea in palazzo Ducale proposto lo spostamento all’ex Bonagiunta Il personale docente e Ata chiede che i due istituti rimangano insieme

LUCCA. La soluzione container proprio non va giù. «Nuovi, usati? E il bando? Quando si terrà? E i ragazzi? Tutti insieme o sparsi per la città? Siamo già a fine giugno, e l'inizio dell'anno scolastico dista poco più di due mesi».

I genitori dei quasi 900 studenti dell'istituto Paladini-Civitali in via San Nicolao, dichiarato inagibile l'8 giugno scorso dopo le verifiche sismiche e strutturali disposte dalla Provincia, sono preoccupati. Ma pronti a dar battaglia. Sanno di avere a disposizione una faretra carica di frecce. E intendono scoccarle, a partire già da lunedì prossimo.

Portavoce di questo diffuso malcontento è Andrea Bonturi, presidente del consiglio d'istituto dell'Isi Machiavelli che in un'assemblea piuttosto animata propone «un piccolo decalogo con in cui vedere di risolvere il problema. Lunedì mattina mi recherò con altri due genitori dai tecnici della Provincia per capire quali sono realmente le proposte sul tavolo. Aspetto fondamentale sarà la creazione di un'associazione di genitori, sul modello dell'A.Ge. di Firenze, per dar forza alle nostre istanze e, infine, la necessità di un incontro consultivo con le istituzioni, per vagliare insieme quelle che sono le proposte da noi presentate», precisa Bonturi, convinto che «solo l'unione dia la forza. Noi siamo per la terza via, in grado di trovare una soluzione che non penalizzi i nostri figli, che a breve coinvolgeremo, e tutto il personale scolastico che lavorava nell'istituto».

Tra le carte in mano alla Provincia, in via non ancora definitiva, quella principale è l’ipotesi che caldeggia l'ipotesi di una “scuola prefabbricata”, al Campo di Marte. Opzione che, come detto, fa storcere il naso. «Siamo in piena estate e settembre è prossimo: per i container serve un bando pubblico di assegnazione, e questo allungherà sicuramente gli eventuali tempi di consegna. E poi i prefabbricati in che condizioni saranno e dove verranno posizionati?», lamentano i genitori. «È inoltre confermato oppure no che i ragazzi staranno tutti insieme, o si corre il rischio dello spacchettamento?».

Oltre a giocare a scaricabarile, le istituzioni locali e provinciali, secondo il gruppo riunito nella sala Tobino a Palazzo Ducale «non riescono a darci indicazioni chiare. Servirebbe un eventuale censimento di quelli che sono gli immobili in disuso, in mano all'ente provinciale, all'interno e fuori della cinta muraria. Capire se possono essere utilizzati o meno».

In piedi però resta solo un eventuale accorpamento dell'Istituto Nottolini con l'Itc Carrara (già prefigurato in passato), che liberebbe i locali dell'ex Bonagiunta in via Barsanti e Matteucci, “buoni” tuttavia per gli alunni di un solo istituto. Scenario che per ora non trova conferme definitive in Provincia e che si scontra con il fatto che anche al “Carrara” sono in corso dei lavori di adeguamento di uno dei tre blocchi che, peraltro, sono ormai bloccati da mesi per una vertenza con la ditta appaltatrice. La chiusura lampo del Paladini-Civitali intanto ha colto tutti di sorpresa, insegnanti comprese. «Un fulmine a ciel sereno, nessuno del corpo docente ne era a conoscenza - precisa Monica Pellegrini, docente al Civitali -. Uno schiaffo in pieno viso, che ci ha letteralmente anestetizzato. Abbiamo retto a fronte di tante difficoltà: non avevamo i bagni per i maschi, eravamo scarsamente

preparati anche alle intemperie, ma abbiamo sempre garantito l'attività didattica, specie in un momento di criticità come le valutazioni di fine anno. Chiediamo una sede, e che i ragazzi e il corpo scolastico siano riuniti, senza divisioni».

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