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Alla gara vince l’allegria

“Corsa con la moglie in spalla”: a Careggine nove coppie in lizza

CAREGGINE. I cinquecentocinquanta abitanti di Careggine ci sono tutti in via Carraia, in ghingheri per la gara più colorita e ridanciana dell’estate paesana. In molti sono venuti anche dai paesi vicini, da Castelnuovo e da Vagli, come i signori Mariano Baisi e Amelio Giorgi, seduti sulla panchina di pietra dentro la porta rinascimentale insieme all’amico Gregorio Salvietti, che invece è caregginino. La “corsa con la moglie in spalla”, giunta alla terza edizione, è un evento che mobilita il paese, riempie i quattro ristoranti e le attività ricettive presenti. È in fermento il bar all’inizio del corso e i bomboloni vanno a ruba. La polemica scoppiata sull’immagine della donna danneggiata dalla singolar tenzone? Il pubblico e i partecipanti se ne ridono. «C’è da condannare chi usa violenza sulle donne - dicono i tre anziani amici -. Questa è una cosa allegra, leggera, e la leggerezza ci vuole».

Dalla mattina l’associazione Montesumbra lavora per preparare il percorso di gara, ispirato allo shopping. Partenza davanti al bar prima del municipio, poi le prove: le coppie (lui con lei in spalla) dovranno prima fare tre acquisti alla boutique Elisa (vero negozio del paese), poi passare dall’alimentari da Gabriele (con il vero esercente caregginino) poi depositare le due borse della spesa nel carrello e nel bagagliaio della Fiat 500 parcheggiata a pochi metri. Da qui andare in pizzeria, impilare i cartoni delle pizze e prendersene due, da portare fino al traguardo: una tavola allestita oltre la porta rinascimentale dove fermarsi simbolicamente a cena.

Nove le coppie dei partecipanti: da Careggine, Castelnuovo, da Massa e Carrara, da Pontedera e perfino da Liegi, i due fidanzati Sylvain Oger e Julie Maquet che, in vacanza a Piazza al Serchio, hanno sentito parlare della gara e hanno subito voluto partecipare, lui vestito da frate, lei da suora.

Valerio Vettori e Alessia Cambioni invece sono i giovani coniugi venuti da Pontedera. Trentacinque anni ciascuno, molto sportivi: lui pasticciere, lei dipendente della Pentair; è la seconda volta che gareggiano, l’anno scorso sono arrivati secondi. «La polemica? Ha fatto solo pubblicità alla corsa; al di là della competizione c’è solo goliardia e divertimento», dicono. E per provare lo scherzo invertono i ruoli: lei che porta in spalla lui, prima della gara. «Lo ha fatto anche l’anno scorso», dice Valerio.

Arrivano da Massa Lucia Rossini e Rino Loglici, da Avenza Claudio Genovesi e Nicoletta Pezzicca, da Massa Fabio Bonuccelli e Cristina Maccari: tre coppie di amici, sposate da trent’anni, con costumi e bandane a stelle; si sono organizzati per competere. «Abbiamo saputo della corsa tramite Facebook, siamo venuti per divertirci, altro che polemica», dice Lucia. «Chi ha fatto polemica ha sbagliato in pieno, ma ormai si fa polemica su tutto - sbotta Claudio -. Le donne le portiamo sulle spalle, in trionfo, non ci vedo niente di male».

Alessandro e Claudia di Castelnuovo sono arrivati vestiti da zio Fenster lui, da Venerdì lei: pieno stile da famiglia Addams, e si trascinano dietro anche Mano. Arrivano con i figli Rossano Nardini e Simona Mancini di Careggine: terzo anno che partecipano «e per due volte siamo arrivati terzi». Le ultime due coppie, anche queste caregginine, sono quelle composte da Osvaldo Tamagnini e Giulia Corsi, i campioni in carica; da Simone Bandini e Jessica.

La gara inizia poco dopo le 17, presentata da Abramo Rossi e con il sindaco Mario Puppa nella doppia versione di primo cittadino e volontario dell’associazione Montesumbra, dalla mattina anche lui al lavoro per l’allestimento del percorso.

Tempi brevissimi per tutte le coppie: da un minimo di cinquanta secondi a un massimo (si fa per dire) di un minuto e 27. Si gareggia col sorriso, con la donna a cavalcioni o a testa ingiù sulla schiena dell’uomo. Sotto il sole si ride, si applaude, si scattano foto. E i bomboloni vanno sempre a ruba.

Vincono i campioni uscenti, gli unici che non sono marito e moglie ma solo amici. Osvaldo fa il geometra, Giulia la segretaria. «Abbiamo partecipato - dice la ragazza - per dare una mano al nostro paese, con questa gara vengono un sacco di persone».

Eccolo qua il vero senso della gara: un modo per promuovere il paese - altipiano fra le Apuane e l’Appennino - che rischierebbe di essere dimenticato se nessuno si curasse di metterlo in vista. Il sindaco Puppa non lo nasconde: «Abbiamo copiato la gara dal Nordeuropa, bisogna avere il coraggio di dirlo. Una gara semplice, ma che come si vede sa richiamare tantissime persone e le nostre attività possono lavorare». La gara e la festa finiscono a grandi gavettoni di acqua. Forniture di acqua Azzurrina,

sponsor della manifestazione sono anche il premio per le coppie partecipanti. Alla fine sono fradici tutti, concorrenti e organizzatori. Ma felici. E per la polemica non c’è spazio. Quello che conta, per un giorno, è d i alleggerirsi il cuore.

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